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66° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia
Baarìa (Italia 2009, colore, 160')
Regia: Giuseppe Tornatore
Sceneggiatore: Giuseppe Tornatore
Interpreti principali: Francesco Scianna, Margherita Madè, Nicole Grimaudo, Angela Molina, Lina Sastri, Salvo Ficarra, Valentino Picone, Lollo Franco, Gaetano Aronica, Luigi Lo Cascio, Monica Bellucci, Laura Chiatti
Produzione e distribuzione: Medusa Film
Grande attesa per l'apertura della 66° edizione della Mostra di questo film di Tornatore. Dopo venti anni l'Italia ritorna ad inaugurare la mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, e lo fa con un colossal tutto Italiano. Un cast che tra piccole partecipazioni, camei e semplici comparse raccoglie una buona fetta degli attori italiani, da Raul Bova, a Leo Gullotta, da Monica Bellucci a Michele Placido, solo per citarne alcuni.
I numeri hanno preceduto il film: 35 milioni di euro spesi nella produzione, un cast stellare tutto italiano, un numero di comparse incalcolabile, la ricostruzione perfetta di Bagheria in quasi un secolo di storia italiana; persino il commento del premier che lo ha definito “un capolavoro”, tutto presentava questo film come uno strepitoso successo.
É certo che Tornatore ha voluto fare le cose alla grande, una sorta di “C'era un volta in America” tutta italiana, con le musiche del maestro Morricone ad accompagnare le immagini.
Attraverso la storia di Peppino, della sua famiglia, del padre Cicco e del figlio Pietro, Tornatore racconta un secolo di storia Italiana, dal Fascismo alla fine dello scorso secolo.
Una storia che prende vita a Bagheria, ma che rispecchia la situazione di tutta l'Italia. Tornatore profondamente legato alle sue origini, ha girato il film prevalentemente in dialetto (anche se nelle sale verrà distribuito ridoppiato in italiano), cercando di mantenere i suoni della sua terra, oltre che agli splendidi paesaggi e alla ricostruzione di una Bagheria di inizio secolo, trasformatasi nel corso del film in quella che conosciamo adesso.
Peppino insegue un sogno, il fascino del grande ideale comunista, che non lo abbandonerà mai anche se si farà via via sempre più mitigato dall'esperienza di vita. Fino ad arrivare al bilancio di una vita, dove la vecchiaia lo coglie ad avere l'amaro in bocca per non essere riuscito a raggiungere gli obbiettivi che si era posto.
Molto incisive le interpretazioni dei due protagonisti Francesco Scianna, Margherita Madè, nuovi attori contornati da volti conosciutissimi.
Il film è stato creato per avere successo, è stato pensato per avere successo ed il risultato non delude le aspettative, perfetto nel registro stilistico dell'autore, nella giusta misurazione del comico con l'amaro della storia dei vari protagonisti. Anche se...
Anche se lo stesso spettatore che si è commosso davanti alla scena finale di "Nuovo Cinema Paradiso" non ritrova la stessa intensa poetica del film che valse l'Oscar a Tornatore.
Paola Dell'Uomo
Foto di Paolo Flamini
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