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Alice in wonderland (USA 2010, colore, 110’)
Regia: Tim Burton
Sceneggiatura: Linda Woolverton (dal romanzo di Lewis Carroll)
Interpreti principali: Alan Rickman, Anne Hathaway, Helena Bonham Carter, Johnny Depp, Mia Wasikowska, Michael Sheen
Produzione: Walt Disney Pictures, The Zanuck Company, Team Todd, Tim Burton Animation Co.
Maestro indiscusso del cinema visionario e fantastico, Tim Burton si cimenta con il romanzo di Lewis Carroll che diventa il pretesto per raccontare la storia di Alice, non più una bambina, ma una giovane ragazza vittoriana indipendente. Nel rispetto del suo personalissimo stile creativo, dall’esordio di Edward mani di forbice, fino a Sweeney Todd, passando per Batman, la Fabbrica di cioccolato e la Sposa cadavere, Burton ancora una volta da sfogo alla sua “meravigliosa” fantasia. E, ancora una volta, protagonisti sullo schermo sono il suo attore preferito e la moglie, ormai irrinunciabili compagni come un vero e proprio feticcio: lo strepitoso cappellaio matto - Johnny Deep e la formidabile Regina Rossa - Helena Bonham Carter.
Alice, quasi ventenne, fugge durante una festa in cui è appena stata chiesta la sua mano. Corre nel grande giardino, attraverso geometrie di siepi perfettamente potate e aiuole fiorite, inseguendo il coniglio bianco fino a cadere vorticosamente in un tunnel che la porterà nel sottomondo fantastico e popolato da personaggi assai strani. Così, abbandonando il clima da favola del testo originale, la gentilissima Alice si trasforma in guerriera in un avventuroso film d’azione. La divagazione di Burton potrebbe non piacere ai fedeli estimatori del romanzo di Carroll; ma lo stile scelto risulta decisamente più efficace di molte delle tante trasposizioni fatte per il grande schermo. Sicuramente la matrice allegorica del testo permette massima libertà di traduzione ed adattamento, e giustifica il carattere ribelle e libero della protagonista. Alice: anticonformista, che rifiuta le convenzioni dell’epoca vittoriana, si oppone alle imposizioni degli altri ed è capace di scegliere e decidere.
La spettacolarità tipica delle pellicole di Burton esplode sullo schermo, arricchita ed enfatizzata dall’effetto - a volte ridondante - del 3D. Scene e costumi nella loro perfezione assoluta sarebbero bastati a rendere sullo schermo la magia gotica della storia.

Alfredo Venanzi
Grazie a Vittoria (mia figlia), spettatrice meravigliata e meravigliosa con i suoi occhialoni 3D.
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