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Festival Internazionale del Film di Roma - 2009
Rupi del vino (Italia 2009)
Regia: Ermanno Olmi
Fotografia: Massimiliano Pantucci
Produzione: Ipotesi Cinema srl con il concorso di Fondazione Provinea ONLUS, Banca Popolare Sondrio
Viticoltura eroica è quella che, da secoli, viene praticata in Valtellina. Da uomini che con sapienza agricola, costanza, fatica, persino testardaggine, hanno rubato nel tempo e continuano a strappare, fazzoletti di terra alla montagna.
Quella terra che madre natura riesce a concedere per poter, dopo ulteriori interventi, essere finalmente coltivata nel tempo. Per generazioni.
“Valtolina…valle circumdata d’alti e terribili monti. Fa vini potentissimi e assai” scriveva già Leonardo da Vinci, e da allora, fino ai nostri giorni, la Valtellina ha continuato strenuamente a portare avanti questo tipo di coltivazione, a dispetto di un’altitudine ed un territorio che sembrano negarne continuamente la vocazione.
Seguendo le pagine de “L’avventura in Valtellina” di Mario Soldati (al quale è dedicato Rupi del Vino), Ermanno Olmi ci conduce tra i vigneti terrazzati in provincia di Sondrio, realizzati con miriadi di muri a secco in sasso (stimati in oltre 2500 Km. di sviluppo lineare) al contempo componente peculiare del fascino paesaggistico del territorio e testimonianza delle tradizioni storico-culturali.
Con un tocco poetico, che è poi la sua firma d’autore, il regista riesce perfettamente ad esprimere come il vino sia, parole sue, “alimento e insieme sostanza di sacralità”. Nelle varie stagioni; dalla posa dei ronchi vitati fino alla vendemmia. Nelle varie epoche; (stridente il contrasto tra i muretti ancora costruiti interamente a mano e la terra trasportata dalle valle con l’elicottero). Nella varie generazioni; dai bambini, futuri vignaioli, agli anziani con i volti segnati dal tempo.
Una terra e degli uomini stretti in un abbraccio fatto sì di fatica, ma anche e soprattutto di amore ed unicità. Un’unicità che è e rimarrà la vera forza ed il carattere distintivo di tutta l’enologia italiana, a dispetto della globalizzazione di gusti e vitigni.
Il documentario, presentato nella sezione Extra, si chiude con una citazione di Oddone Colonna, Papa Martino V,”Cinque sono i motivi per bere: l’arrivo di un amico, la bontà del vino, la sete presente e quella che verrà, e qualunque altro”. Quale migliore slogan?
Paolo Flamini
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