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Scritto da svalentini   
martedì 20 ottobre 2009

Festival Internazionale del Film di ROMA – 2009 ALICE NELLA CITTA'

Vegas (Norvegia 2009, colore, 108’)

Regia: Gunnar Vikene
Sceneggiatura: Gunnar Vikene, Torun Lian
Interpreti principali: Anders Baasamo Christiansen, Helge Jordal, Kyrre Haugen Sydness, Karoline Stemre, Jørgen Hausberg Nilsen, Sindre Kvalsvag Jacobsen
Produzione: Cinenord and Kong Film

L’opera del regista norvegese Gunnar Vikene, presentato al Film Festival di Roma nella sezione “Alice nella città” è un film sull’infanzia e sull’adolescenza nella nostra società in cui, sempre di più, al benessere economico corrisponde la solitudine affettiva e il disagio psicologico.
Un film sulle difficoltà della vita, ma soprattutto sull’incapacità degli adulti a svolgere il loro ruolo di protezione e di rassicurazione; genitori troppo chiusi nei propri bisogni,nel proprio dolore, nella propria disperazione per riconoscere i bisogni, il dolore e la disperazione dei figli ed aiutarli. Figli vittime di adulti irresponsabili e, adulti vittime della loro incapacità di vivere.
Un film sul dolore e la difficoltà di elaborare il lutto indipendentemente dalla perdita subita, un film sul desiderio impossibile di ritornare a “un prima” di felicità, reale o immaginato.
L’intreccio narrativo vede l’incontro in una struttura di accoglienza di tre ragazzi allontanati per motivi diversi dalle famiglie di origine, uniti dalla difficoltà di inserirsi nella nuova realtà e dalla ricerca ossessiva di ritrovare ciò che hanno perso. E’ questo desiderio che muove la storia, che è anche una storia di amicizia, di solidarietà e di complicità, e che li coinvolge in eventi più grandi di loro.
Il finale è inevitabile, solo uno dei protagonisti, perché più forte o forse solo meno traumatizzato, riuscirà ad accettare la propria realtà, e a trovare una nuova possibilità di adattamento; per gli altri il gesto estremo segnerà la rinuncia.
La pellicola dalle atmosfere nordiche, fatta di primi piani, di luoghi desolati, di ribellioni e di silenzi esprime in modo straordinario il dolore e la solitudine di tutti i protagonisti e rappresenta un’adolescenza che spesso non vista è però fra noi, nelle scuole, nei condomini, per la strada e che chiama in causa la nostra responsabilità.
Un film che pone interrogativi importanti, ma lascia senza risposte.

Stefania Valentini

Ultimo aggiornamento ( martedì 20 ottobre 2009 )
 
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