|
Festival Internazionale del Film di ROMA - 2009: ALICE NELLA CITTA'
Astroboy (USA 2009, colore, 94’)
Regia: David Bowers
Sceneggiatura:Timothy Harris, David Bowers
Doppiatori italiani: Silvio Muccino, Carolina Crescentini, Trio Medusa
Adattamento del doppiaggio italiano: Francesco Vairano
Produzione: Imagi Studios
Distribuzione: Eagles Pictures
Spettacolo nello spettacolo alla conferenza stampa che ha seguito la proiezione del film di animazione Astroboy presentato nella sezione Alice nella città. A tenere banco è il Trio Medusa, al secolo Gabriele Corsi, Giorgio Maria Daviddi e Furio Corsetti, scelti come doppiatori per i bizzarri personaggi che partecipano al film diretto da David Bowers. Ironia della sorte, i comici debuttano nel 1994 su una singolare emittente radiofonica che trasmette canzoni e sigle tratte da cartoni animati.
I tre esordiscono subito affermando che pur di doppiare un cartoon, avrebbero “prestato le proprie voci anche ai pinguini di Madagascar”. Tra una battuta e l’altra l’incontro con i giornalisti si fà più serio e il dibattito si anima.
Doveroso ricordare che la direzione di tutto il doppiaggio del film è di Francesco Vairano, esperto della non semplicissima arte del prestare la voce ad altri personaggi che siano essi interpretati da attori o da soli disegni animati, di cui gli italiani sono maestri indiscussi. L’Italia detiene infatti il primato dei migliori doppiaggi, curati e realizzati con attenzione singolare, come solo i veri “artigiani” del cinema sono capaci di fare. Altre voci famose della pellicola nella versione italiana sono quelle di Silvio Muccino che è Astro Boy, protagonista della storia e Carolina Crescentini che fà parlare Cora, personaggio femminile “a metà tra Wendy di Peter Pan e una teppistella.
Il film è tratto dal manga creato da Osamu Tezuka, ed è trasposto in questa versione cinematografica da David Bowers, creativo della Dream Works apprezzato soprattutto per la regia del premiato Giù per il tubo. Alla sceneggiatura si aggiunge la firma di Timothy Harris, autore di film di successo tra i quali Space Jam e Twins. La pellicola che sarà sugli schermi italiani a dicembre narra di Astro Boy, un supereroe a tutti gli effetti, ma anche “un po’ Pinocchio e un po’ Peter Pan “. Nel mondo futuristico di Metro City, metropoli che si trova nel cielo, lo scienziato Tenma decide di creare Astro Boy, per far rivivere il figlio tragicamente scomparso. La sua creatura è dotata dei più alti valori umani ai quali si aggiungono straordinari super poteri. Ma non tutto è così semplice e le aspettative del padre sembrano non poter essere soddisfatte. Astro Boy deve accettare la propria condizione di robot e soprattutto ammettere di non essere umano.
Centrale nella narrazione è il tema dell’accettazione di sé che sembra arricchirsi nello sviluppo della vicenda di elementi dell’attualità casalinga. Astro Boy, e non solo, deve necessariamente prendere coscienza dei propri limiti e lottare per il raggiungimento dell’integrazione con gli altri. I riferimenti alla cronaca politica e sociale del nostro Paese, sono però pure coincidenze, frutto dei condizionamenti involontari della nostro quotidiano. Concordiamo con il Trio Medusa:Astro Boy, non solo film di animazione, ma film a tutti gli effetti, al pari di altre pellicole, anche se sembra azzardata la definizione di Blade Runner colorato”, soprattutto se chi scrive ha imparato ad apprezzare il cinema grazie a Ridley Scott.
Alfredo Venanzi
(Fotografie di Alfredo Venanzi)
|