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Festival Internazionale del Film di ROMA - 2009
Alza la testa (Italia 2009, colore, 86’)
Regia: Alessandro Angelini
Sceneggiatura; Alessandro Angelini, Angelo Carbone; Francesca Marciano
Interpreti principali: Sergio Castellitto; Gabriele Campanelli, Giorgio Colangeli, Anita Kravos
Produzione: Bianca Film, Rai Cinema, Alien Produzioni
Distribuzione. 01 Distribution - Rai Trade
 E’ un “film essenzialmente semplice” Alza la testa. Così , riprendendo le parole di Sergio Castellitto (sempre più bravo!), è possibile definire l’ultimo lungometraggio di Alessandro Angelini, di nuovo in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma dopo il successo di esordio alla prima edizione del 2006 (la prima Festa!) con L’aria salata e il meritato premio a Giorgio Colangeli.
Impossibile non commuoversi durante gli 86 minuti del film, in cui il regista è riuscito a condensare perfettamente temi importanti e profondi , mai trattati in modo banale: l’immigrazione, le donazioni di organi, la ricerca della propria identità sessuale… il dolore. L’obiettivo era quello di realizzare “un film che ricordasse molto da vicino la vita” afferma Angelini durante l’incontro con la stampa all’Auditorium Parco della Musica; obiettivo decisamente raggiunto sia nella costruzione della storia sia nella direzione degli attori.
Spunto della narrazione è il rapporto padre – figlio da cui prende l’avvio il percorso di Mero, operaio in un cantiere navale di Fiumicino, rimasto solo con il figlio Lorenzo, dopo l’abbandono della donna albanese cui era legato. Mero si dedica all’educazione del figlio ed è come se fosse padre e madre insieme. Lo sprona a prendere di petto la vita, lo fà crescere in un ambiente molto virile, lo inizia alla boxe e poi, al tempo stesso, lo protegge in maniera quasi ossessiva.
Dopo quaranta minuti di proiezione, però, lo spettatore è spiazzato. Lorenzo muore in un incidente e il padre acconsente all’espianto del cuore per salvare la vita di qualcun altro. Mero è di fronte al dolore più grande.
Un dolore indicibile e inaccettabile che quasi lo obbliga a chiudere tutto. Poi, lentamente la storia riparte. Ed inizia il viaggio del protagonista verso il Nord, il confine tra Fiuli e Slovenia, alla ricerca della persona che vive grazie al figlio, il transessuale Sonia.
Il film che in alcuni momenti può far pensare ad una commedia sgangherata, assume toni drammatici, senza comunque mai piegarsi alla retorica. “Un film di frontiera” che rimanda a Pasolini, non solo per i luoghi del viaggio di Mero che parte da Ostia per arrivare in Friuli, ma soprattutto per il senso di semplicità già ricordato. Sergio Castellitto è strepitoso, rispetta in con rara efficacia il realismo emotivo che contraddistingue tutto il film. Impeccabile la sua interpretazione che, come fa notare Giorgio Colangeli, meriterebbe la dovuta attenzione da parte della giuria.
Alfredo Venanzi
(Fotografie di Alfredo Venanzi)
Questo film è stato riconosciuto di Interesse Culturale dal Ministero per i Beni Culturalie le Attività Culturali - Direzione Generale per il Cinema
Questo Film è stato realizzato con il contributo della Friuli Venezia Giulia Film Commission - Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Il Film sarà nelle sale a partire dal 6 novembre
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