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Alfredo Venanzi & Paola Dell'Uomo
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Milk PDF Stampa E-mail
Scritto da Paola   
venerdì 23 gennaio 2009
Milk (USA 2008, colore, 128')
Regia: Gus Van Sant
Interpreti Principali: Sean Penn, Emile Hirsch, James Franco, Josh Brolin, Diego Luna, Brandon Boyce, Kelvin Yu, Lucas Grabeel, Alison Pill, Victor Garber, Denis O'Hare, Howard Rosenman, Stephen Spinella, Peter Jason, Carol Ruth Silver
Distribuzione: BIM

Esce oggi in Italia l’ultima fatica di Gus Van Sant, “Milk”. Destinato già alla gloria con le otto nomination all’Oscar ufficializzate proprio ieri, il film ripercorre gli ultimi anni di Harvey Milk, primo omosessuale dichiarato ad essere eletto ad una carica pubblica negli Stati Uniti.
La storia di colui che è diventato un eroe, non solo del movimento omosessuale, ma della stessa rivendicazione dei diritti civili in America, prende le fila dal trasferimento di Harvey Milk a San Francisco da New York. Lì, nel quartiere Castro, con il suo compagno Scott Smith, aprono un negozio di fotografia, il “Castro Camera”, che diventa un centro di riferimento culturale per molti omosessuali di San Francisco.
Gus Van Sant ha curato nei minimi dettagli la ricostruzione del quartiere come doveva essere negli anni '70. Con l’aiuto della troupe ha cercato di riportare a quegli anni ogni angolo dell’isolato, ricreando le insegne dei negozi e del Castro Theatre e andando a ricostruire il negozio di Milk proprio nello stesso locale dove era stato. I proprietari del nuovo negozio sono stati ben lieti di prestare i locali per ricreare il Castro Camera, e molti degli abitanti del quartiere, che sono stati diretti testimoni di quegli anni di fermento, si sono prestati a portare anche degli oggetti che erano stati utilizzati da Milk. Alcuni suoi compagni sono tornati nel Castro Camera e si sono commossi nel ritrovare il negozio esattamente come appariva negli anni '70. La partecipazione di tutta la comunità del quartiere è ancora oggi la testimonianza del popolo di Milk, che non è costituito solo da omosessuali, ma da molta gente che ha riconosciuto nelle battaglia di Milk un impegno per la difesa inesauribile dei diritti civili degli inascoltati.
Nel quartiere Castro, Milk inizia la sua carriera politica, e decide di candidarsi per la carica di supervisor, ossia di consigliere comunale.
Dopo varie sconfitte e grazie ad una legge che modifica i distretti elettorali Milk arriva nel 1977 ad essere eletto, pagando però di persona il prezzo dell’impegno politico, perdendo non solo il primo compagno Scott, che lo lascia perché non accetta di dividerlo con un'intera comunità di persone che richiede il suo aiuto, ma anche il compagno successivo che, per la sua instabilità emotiva si suicida.
Il rigore nel racconto di Van Sant traspare non solo nella fedele ricostruzione dei luoghi, dei particolari più piccoli, ma anche nella metodologia del racconto. I fatti si svolgono davanti allo spettatore attraverso il rigore storico della ricostruzione, senza spingere sull’emotività dello spettatore, se non alla fine, con la ricostruzione del corteo silenzioso che ha sfilato per le vie di San Fransisco per ricordare Milk e che ha visto molti degli stessi partecipanti di allora ripercorre silenziosamente le stesse strade.
Gus Van Sant ha guidato un gruppo di splendidi attori che hanno fatto di tutto per rivivere nei panni dei protagonisti. Non è sempre facile interpretare il ruolo di persone che sono veramente vissute in un passato anche molto recente, ma in questo caso gli attori non hanno mai deluso. Primo fra tutti Sean Pen che ha raccolto la sfida e ha dato l'ennesima prova della sua grande professionalità, riconosciuta nlla nuova candidatura all’Oscar come "migliore attore protagonista".

La figura che ne esce è quella di un uomo semplice che non è stato mai capace di rifiutare una richiesta di aiuto e che con semplici parole ha fatto sì che gli omosessuali uscissero allo scoperto e formassero una vera comunità per far capire al mondo che non erano i mostri da deridere e da combattere. Per dimostrare che, come recitano i caposaldi della Costituzione Americana, ogni uomo ha diritto al riconoscimento dei suoi diritti civili, a prescindere dal colore, dalla religione, o dal suo orientamento sessuale.
Il film non ha la velleità di tracciare un contorno epico intorno ad un eroe dei diritti civili nella storia degli Satati Uniti, ma quella di raccontare la storia dell'impegno politico ed umano. Il voler tenere un tono minore in favore di un rigore storico del racconto, unito al fatto che il personaggio, per chi non è americano, risulta essere relativamente lontano nel tempo e nello spazio forse faranno pagare ad un ottima pellicola un prezzo in termini di pubblico al di fuori dei confini degli Stati Uniti

Paola Dell'Uomo

Ultimo aggiornamento ( giovedì 17 settembre 2009 )
 
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