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In queste pagine troverete una serie di notizie, spunti e curiosità sul mondo del Cinema. Il Forum è a vostra disposizione per scambiare informazioni e confrontarCi.
Buona navigazione.
Alfredo Venanzi & Paola Dell'Uomo
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Rescue The Hitchcock 9
“Adotta un film di Alfred Hitchcock” è lo slogan dell’ultima singolare iniziativa dell’British Film Institute. Potrebbe sembrare una delle tante stravaganti “bufale” che viaggiano sulla rete, invece Rescue The Hitchcock 9 è un progetto concreto per poter salvare le prime nove pellicole dell'indiscusso maestro del noir, una vera e propria raccolta di fondi via web per sovvenzionare il restauro della primissima produzione cinematografica di Hitchcock (1925 – 1929).
Attraverso il sito ufficiale del BFI è infatti possibile fare la propria donazione e contribuire, così, in maniera fattiva al recupero di un patrimonio collettivo ormai seriamente compromesso. Con sole 150 sterline è possibile restaurare circa 10 secondi di film, salvaguardando preziosi fotogrammi... con 100mila sterline si garantisce il completo recupero di un’intera pellicola, mentre con un milione di sterline si assicurerebbe il buon esito di tutta l’operazione.
Alfredo Venanzi
Foto di scena del film L’isola del peccato (1929)
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Taormina Film Festival 2010 |
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De Niro al Taormina Film Festival 2010
13 giugno 2010, oe 12.00, il Palazzo dei congressi si riempie
improvvisamente, posti a sedere esauriti, si rimane in piedi
nellattesa del grande attore americano.
Una lunga e commossa ovazione accoglie Robert De Niro, che ritorna in Sicilia per la prima volta
dopo Il Padrino 2.
Sorride spesso quando racconta la sua carriera ed i suoi progetti futuri e non dimentica di ripetere I've been lucky!.
Anticipa che girerà un nuovo film con Scorzese Ho sentito
che dipingi case. Ammira i registi italiani e cita, otre a Fellini,
Tornatore e Veronesi.
L’incontro con De Niro non è solo un’indimenticabile lezione di cinema,
ma è anche un momento storico per riflettere insieme al celebre
interprete di Don Vito da Corleone, della grande piaga che ancora
affligge la Sicilia: la mafia. Adesso è un giovane a raccontare cosa
succede e De Niro ascolta, commosso, e poi dice mostrando tutta la sua
solidarietà combattere la mafia è come combattere una guerra.
Linda Cotugno
(Fotografie: Linda Cotugno)
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Come ormai è tradizione per gli spettatori romani, torna l'interessante iniziativa, realizzata con il sostegno del Comune di Roma Assessorato alle Politiche Culturali dall’ANEC Lazio, Le vie di Cannes a Roma 2010, giunta ormai alla sua decima edizione.
A brevissima distanza dalla conclusione del 63° Festival del Cinema di Cannes, alcune sale della capitale annunciano in cartellonde dal 4 al 10 giugno alcuni dei titoli fra i più significativi della Selezione ufficiale del Festival (Concorso, Fuori Concorso, Un Certain Regard), nonchè della Quinzaine des Realisateurs e dalla Semaine de La Critique.
Tutti i film sono in anteprima assoluta ed ovviamente in lingua originale, con sottotitoli italiani.
Interessantissima la programmazione prevista, ricca di film di qualità e di pellicole che purtroppo, come spesso accade non troveranno la giusta distribuzione nel nostro Paese.
Le proiezioni si avvicenderanno sugli schermi dei cinema Alcazar, Nuovo Sacher, Roma, Sala Troisi e Accademia di Francia – Villa Medici, al costo di soli € 6,00 (con la possibilità di abbonamenti vantaggiosi per più ingressi).
Alfredo Venanzi
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Dylan Dog. Il film sul Blog |
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SCELTA SENZA PRECEDENTI DEI PRODUTTORI DEL FILM DYLAN DOG, IN USCITA IN ITALIA IN ANTEPRIMA MONDIALE IL PROSSIMO HALLOWEEN - LA PELLICOLA, ANCORA IN FASE DI LAVORAZIONE, È STATA MOSTRATA PRIMA AI BLOGGER CHE AI DISTRIBUTORI - IL RISULTATO È STATO UNA PROMOZIONE A PIENI VOTI -
ROMA 3 giugno 2010 - Mossa a sorpresa della produzione del film DYLAN DOG che ha privilegiato il mondo di internet mostrando in anteprima il film, ormai praticamente pronto, ad alcuni blogger statunitensi lasciando in lista d’attesa le distribuzioni di tutto il mondo.
Negli scorsi giorni a Los Angeles è stata organizzata una proiezione segretissima del film a cui hanno potuto assistere blogger americani che nelle loro pagine hanno lasciato commenti entusiasti.
La più attenta di tutti, Vanna Land sul sito www.itsjustmovies.com/1111 scrive “Ho trovato il film coinvolgente dall’inizio alla fine molto divertente, con la giusta dose di suspense e battute brillanti, anche tra i personaggi più improbabili” e ci anticipa un finale a sorpresa. Riferendosi agli altri invitati, la Land scrive “Penso che il film attirerà non solo i fan del fumetto ma un pubblico molto più ampio. Chi ha assistito allo screening sembrava davvero godersi il film, tutti ridevano nello stesso momento ed erano in silenzio quando la suspense saliva”.
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FESTIVAL DEL CINEMA ITALIANO DI TOKYO |
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FESTIVAL DEL CINEMA ITALIANO DI TOKYO
X EDIZIONE - 28 aprile/4 maggio 2010
Il Festival del Cinema Italiano di Tokyo (28 aprile/4 maggio 2010) è arrivato al suo decimo anniversario. L’importante evento che ha luogo nella capitale nipponica durante la Golden Week (la più importante settimana di festività nazionali giapponesi) è diventato ormai un tradizionale appuntamento per il pubblico di appassionati del nostro paese e del nostro cinema. Quest’anno la selezione, effettuata da Asahi Shimbun e dall’Istituto Italiano di Cultura, comprende 12 film in prima visione giapponese e 2 omaggi a Marco Bellocchio e Giuseppe Piccioni
Il Festival, organizzato da Cinecittà Luce S.p.A. con Asahi Shimbun e Istituto Italiano di Cultura, gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e del patrocinio di S.E. L’Ambasciatore d’Italia in Giappone. Nel corso di dieci anni questo evento, con più di cento film presentati e almeno trenta titoli che hanno trovato un distributore giapponese, ha riconquistato uno spazio di mercato che sembrava congelato agli anni ’70.
La riuscita del festival è dovuta anche alle specifiche identità degli organizzatori: Asahi Shimbun, colosso editoriale giapponese che accoglie i film e gli autori nella prestigiosa Yurakucho Asahi Hall di Ginza, l’Istituto Italiano di Cultura che, in accordo con le linee guida del Mae e dell’Ambasciata d’Italia, da 10 anni si impegna fortemente per la promozione del cinema italiano in Giappone, investendo in questo settore numerose risorse anche in termini economici. Cinecittà Luce, infine, organizza il movimento del cinema italiano, dalla selezione per i critici giapponesi (sono stati visti quest’anno più di 60 film), alla delegazione artistica.
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Donne senza uomini - Zanan-e Bedun-e Mardan - (Ger. Austria Francia 2009, colore, 92')
Regia: Shirin Neshat,
Interpreti: Pegah Feridoni, Arita Shahrzad, Shabnam Toloui, Orsolya Tóth, Navíd Akhavan.
BIM Distribuzione,
Le donne iraniane ai tempi del chador “facoltativo”. Ancora nelle sale “Donne senza uomini” dell'artista Shirin Neshat, al suo primo lungometraggio. In una Teheran, ricostruita per esigenze di censura nella marocchina Marakesh, degli anni '50, si muovono i destini di quattro realtà femminee diverse.
Sullo sfondo, che diventa anche proscenio della vicenda, il colpo di stato iraniano del 1953, quando, con l'appoggio di Stati Uniti e Gran Bretagna, lo Shah tornò al potere deponendo il Primo Ministro Mohammad Mossadegh, democraticamente eletto.
Zarin, Fakhri, Munis e Faezeh, vivono un presente che per per varie circostanze non riconoscono come proprio, da cui vogliono e cercano in tutti i modi di fuggire. Una prostituta, una donna di mezza età imprigionata in un legame ormai finito, una ragazza con una emergente e dirompente coscienza politica e la sua amica, innamorata del fratello, alla ricerca del matrimonio sognato.
Quattro donne diverse dicevamo, diverse per ceto sociale, aspirazioni, vissuti. Quattro diverse storie e quattro corpi in fuga.
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Oltre Le Regole - The Messenger - (U.S.A. 2009, colore 105')
Regia: Oren Moverman,
Interpreti: Ben Foster, Woody Harrelson, Samantha Morton,
Sceneggiatura: Alessandro Camon,
Distribuzione: Lucky Red
Quando, il lunedì mattina al risveglio, pensate che il vostro lavoro sia il peggiore del mondo, riflettete su cosa possa significare dover comunicare tutti i giorni, ad un perfetto sconosciuto, che il proprio marito, figlio o figlia è morto in un'azione di guerra o colpito dal fuoco amico. Questo è ciò che si ritrova a dover fare, in attesa di congedarsi, il Sergente Will Montgomery (interpretato dal convincente Ben Foster), miracolosamente scampato ad un agguato in Iraq ed insignito del titolo di eroe di guerra per il comportamento tenuto in quella circostanza.
In questo lavoro di notifica che l'esercito americano opera, per evitare che le famiglie colpite dal lutto vengano raggiunte dalla notizie tramite i media, è addestrato e seguito dal Capitano Tony Stone. Tra i due si instaura uno strano rapporto fatto di cameratismo e allontanamenti, con la consapevolezza, maturata in entrambi, di essere stati ormai cambiati per sempre da un evento, la guerra, che si abbatte come un tornado sul destino di chi la vive.
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UNICHIETI e Teatro IMMEDIATO |
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“Dalla parola all’immagine”
Narrativa, sceneggiatura, drammaturgia
Ancora una volta, con entusiasmo, la redazione di movieforum.it vuole dare spazio ad un’ interessante iniziativa che avvicina gli studenti universitari al teatro e al cinema. La Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi G.D’Annunzio di Chieti e Pescara, offre infatti una nuova occasione per approfondire la comprensione delle “grammatiche” teatrali e cinematografiche, attraverso l’analisi concreta delle differenze dei codici di recitazione e messinscena propri del cinema e del teatro.
In quest’ottica si inserisce il ciclo di seminari “Dalla Parola all’Immagine” curato dal regista Edoardo Oliva, direttore artistico della compagnia teatrale Teatro IMMEDIATO, a partire dal prossimo 23 aprile (ore 15.00 aula 7 del Polo Didattico della Facoltà di Lettere a Chieti) e che proseguirà ogni venerdì fino al 28 maggio, con gli stessi orari.
L'obiettivo principale del progetto è promuovere una conoscenza articolata, teorica, storica e soprattutto materiale della cultura teatrale e cinematografica, non intesa come materia aggiuntiva, né solo come momento puramente integrativo, ma come importante tappa educativa e formativa, interdisciplinare e trasversale, tale da garantire un supporto ed una verifica costante dei processi individuali di apprendimento e conoscenza.
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Gamer (USA 2010, colore, 96')
Regia: Mark Neveldine e Brian Taylor
Interpreti Principali: Gerard Butler, Michael C. Hall, Amber Valletta, Logan Lerman, Kyra Sedgwick
Produzione: Lionsgate, Lakeshore Entertainment
Distribuzione: Moviemax
“Tu perdi, Lui muore”. E’ questa frase che recita la locandina dell’ultima fatica della coppia Neveldine/Taylor, nelle sale da questa sera. La frase che unisce i due volti dei protagonisti: da una parte Simon, interpretato da “Percy” Logan Lerman, il ragazzo il cui mondo è costituito da una grande stanza di giochi virtuali, che ha nelle mani la vita di Kable, Gerard Butler, imprigionato in un gioco elettronico.
I due autori hanno voluto estremizzare le potenzialità più negative del mondo virtuale, ambientando in un prossimo futuro, una società che vive attraverso la realtà virtuale. Nel 2034, la società di videogame capitanata dall’enfant prodige Ken Castel, un mefistofelico Michel C. Hall, ha soggiogato la popolazione attraverso due popolarissimi videogame. Dopo il successo di “Society” un social network in cui agiscono persone reali controllate dai giocatori, la compagnia di Castel lancia sul mercato un war game, “Slayer” dove i protagonisti sono dei detenuti in attesa della pena capitale. Il prezzo in gioco è la libertà per chi riesce a raggiungere l’ultimo livello: il trentesimo.
La storia si apre sulla soglia della vittoria per l’eroe di “Slayer”, Kable, che con il suo giocatore Simon, è divenuto l’eroe più popolare del momento. Kable viene contattato da un gruppo di crackers rivoluzionari, il cui scopo è quello di distruggere il potere di controllo che Ken Castel esercita sulle masse. Consapevoli che la popolarità di Kable è superiore a quella del gioco, lo convincono che l’unica via per ritrovare la sua famiglia è la ribellione al sistema.
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Alice in wonderland (USA 2010, colore, 110’)
Regia: Tim Burton
Sceneggiatura: Linda Woolverton (dal romanzo di Lewis Carroll)
Interpreti principali: Alan Rickman, Anne Hathaway, Helena Bonham Carter, Johnny Depp, Mia Wasikowska, Michael Sheen
Produzione: Walt Disney Pictures, The Zanuck Company, Team Todd, Tim Burton Animation Co.
Maestro indiscusso del cinema visionario e fantastico, Tim Burton si cimenta con il romanzo di Lewis Carroll che diventa il pretesto per raccontare la storia di Alice, non più una bambina, ma una giovane ragazza vittoriana indipendente. Nel rispetto del suo personalissimo stile creativo, dall’esordio di Edward mani di forbice, fino a Sweeney Todd, passando per Batman, la Fabbrica di cioccolato e la Sposa cadavere, Burton ancora una volta da sfogo alla sua “meravigliosa” fantasia. E, ancora una volta, protagonisti sullo schermo sono il suo attore preferito e la moglie, ormai irrinunciabili compagni come un vero e proprio feticcio: lo strepitoso cappellaio matto - Johnny Deep e la formidabile Regina Rossa - Helena Bonham Carter.
Alice, quasi ventenne, fugge durante una festa in cui è appena stata chiesta la sua mano. Corre nel grande giardino, attraverso geometrie di siepi perfettamente potate e aiuole fiorite, inseguendo il coniglio bianco fino a cadere vorticosamente in un tunnel che la porterà nel sottomondo fantastico e popolato da personaggi assai strani. Così, abbandonando il clima da favola del testo originale, la gentilissima Alice si trasforma in guerriera in un avventuroso film d’azione. La divagazione di Burton potrebbe non piacere ai fedeli estimatori del romanzo di Carroll; ma lo stile scelto risulta decisamente più efficace di molte delle tante trasposizioni fatte per il grande schermo. Sicuramente la matrice allegorica del testo permette massima libertà di traduzione ed adattamento, e giustifica il carattere ribelle e libero della protagonista. Alice: anticonformista, che rifiuta le convenzioni dell’epoca vittoriana, si oppone alle imposizioni degli altri ed è capace di scegliere e decidere.
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Appuntamento con l’amore - Valentine’s Day (USA 2010, colore, 122')
Regia: Garry Marshall
Interpreti Principali: Julia Roberts, Ashton Kutcher, Jennifer Garner, Patrick Dempsey, Jessica Alba, Gorge Lopez, Shirley MacLaine, Hector Elizondo
Produzione: Wayne Rice/Karz Entertainment
Distribuzione: Warner Bros. Pictures
Grande attesa per il ritorno di una coppia consolidata sullo schermo, Garry Marshall e Julia Roberts che con “Appuntamento con l’amore”, nelle sale a partire da oggi, raggiunge la sua terza collaborazione. Insieme alla Roberts, la presenza di Marshall alla regia ha fatto sì che la produzione riuscisse a mettere insieme un cast di tutto rispetto, in cui spiccano i camei di Shirley MacLaine e di Hector Elizondo.
Velentine’s day è un film corale sulle gioie e le pene dell’amore celebrato proprio nel suo giorno simbolo, il 14 Febbraio, giorno di San Valentino.
Ci sono quelli che lo celebrano, chiedendo la mano della propria fidanzata, e quelli che lo rifuggono come la peste, arrivando ad organizzare una festa contro la giornata degli innamorati. Ci sono amori infantili, amori appena sbocciati e amori che resistono agli anni; tradimenti scoperti o rivelati; amori che si scoprono essere sempre stati a portata di mano.
L’idea si fonda sul concetto che il giorno di San Valentino è comunque un giorno che non puoi ignorare; ne devi tenerne conto e ti costringe a fare un bilancio su quello che per te è l’amore.
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Il Figlio Piu’ Piccolo (Italia 2010, colore, 100')
Regia: Pupi Avati
Interpreti Principali: Christian De Sica, Laura Morante, Luca Zingaretti, Nicola Nocella
Distribuzione: Medusa
Luciano Baietti è a capo di una holding di società che hanno un tempo prosperato grazie ad operazioni spericolate ed illegali, alla collusione con uomini politici corrotti ed a coperture varie. Ma adesso le cose vanno malissimo, il fisco pretende oltre 50 milioni di euro di imposte evase, i legali annunciano avvisi di garanzia in arrivo, con concrete prospettive di arresto per il presidente. Il quale, seguendo ancora una volta i consigli dello stratega e partner Sergio Bollino, tenta una manovra disperata : chiama il suo figlio più piccolo, Baldo, che aveva abbandonato con la madre circa 20 anni prima senza farsi più vedere, e, con uno stratagemma, lo convince ad accettare in donazione tutte le sue società più indebitate….
Pupi Avati è sulla breccia da più di 40 anni. E, da quando ha esordito come regista, nel lontano 1968, ha realizzato in media più di un film l’anno. Con impressionante regolarità e sempre con grande mestiere. Per più di 30 anni, lo ha confessato nella sua letio magistralis all’ultima edizione dell’Est Film Festival di Montefiascone, si è addormentato ripassando il discorso che si era preparato, in inglese, per l’eventuale attribuzione di un Oscar, il premio più ambito da qualsiasi cineasta del globo terracqueo (anche da quelli che non lo confesserebbero mai…). Non occorre un grande indovino per prevedere che anche per questa sua ultima fatica il discorsetto dovrà restare alle sue fantasie di approccio alle braccia di Morfeo.
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Amabili resti -“The Lovely Bones” (U.S.A. 2010, colore 139')
Regia: Peter Jackson
Interpreti Principali: Saoirse Ronan, Mark Wahlberg, Stanley Tucci, Rachel Weisz, Susan Sarandon
Distribuzione: Universal
Pennsylvania 1973: Susie è una ragazzina 14-enne che viene uccisa da un serial killer vicino di casa. Resta intrappolata in una sorta di limbo, tra cielo e terra, dal quale segue con trepidazione le vicende dolorose della sua famiglia , che fa ovviamente fatica ad elaborare il lutto. Ed anche quelle dello psicopatico assassino, che ha nascosto talmente bene i suoi resti, da essere convinto di averla fatta franca….
Stanley Tucci e' stato candidato al Golden Globe 2010 come miglior attore non protagonista ed e’ candidato all'oscar 2010, sempre per migliore attore non protagonista
Tratto dal romanzo omonimo di Alice Sebold (ed. E/O, 2002). Peter Jackson, dopo gli strepitosi successi della saga de “Il Signore degli Anelli” e di “King Kong” firma un lavoro molto diverso.
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Invictus (U.S.A. 2010, colore, 133')
Regia: Clint Eastwood
Interpreti principali: Morgan Freeman, Mat Damon,
Distribuzione: Warner Bros Italia
Due campi da gioco: da una parte erba verde con uomini che vestono tutti la stessa divisa; giocano un gioco duro, il rugby; sono tutti bianchi. Dall'altra un campo polveroso, dove piccoli straccioni rincorrono una palla con i piedi; il fantastico gioco del calcio; sono tutti di colore.
Tutti si fermano quando vedono passare una macchina a sirene spiegate; è un giorno che passerà alla storia. E' il giorno in cui viene annunciata la scarcerazione di “Madiba” Mandela.
“Invictus”, il nuovo film di Clint Eastwood da domani nelle nostre sale, inizia subito con una contrapposizione: bianchi contro neri, divisi dalla classe sociale, divisi dal colore della pelle, divisi dallo sport. Il film inizia dal momento della scarcerazione di Mandela; la sua elezione; il suo insediamento come presidente e la presa di coscienza di una situazione esplosiva: un paese devastato dalla crisi economica e da una profonda spaccatura sociale che vede le due parti contrapposte, ora capovolte, ma ugualmente divise.
Mandela sorprende prima di tutto i suoi uomini quando caparbiamente cerca di costruire il suo Sudafrica arcobaleno, iniziando proprio con il suo staff. Le sue guardie del corpo diventano il microcosmo che rappresenta la trasformazione del Sudafrica sotto la guida di “Madiba”, come lo chiamano i suoi uomini. La sua scorta si trova a dover lavorare fianco a fianco con un gruppo di uomini bianchi appartenenti alla Special Branch, le forze speciali che fino al giorno prima gli davano la caccia.
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Il mio amico Eric (GB - Italia - Francia - Belgio 2009, colore, 116')
Regia: Ken Loach
Sceneggiatura: Paul Laverty
Interpreti principali: Steve Evets, Eric Cantona, Stephanie Bishop, John Henshaw
Produzione: Sixteen Films, Why not Productions, Wild Bunch, Canto Bros. Productions
Distribuzione: BIM
Immaginate che il vostro idolo, nella fattispecie il calciatore francese Eric Cantona, si materializzi nella vostra stanza. Immaginate poi che lo stesso, nelle vesti simultanee di strizzacervelli, personal trainer e filosofo, si metta a guidarvi nel cercare di rimettere a posto i frammenti di una vita che, già sgretolata, sta ulteriormente picchiando verso il fondo.
Questo è ciò che succede all’incredulo postino Eric Bishop, in balìa di due figliastri che convivono con lui, ed alle prese con un’altra figlia, neo-mamma, avuta da un precedente matrimonio con una donna rimasta la storia d’amore ideale, troncata senza un reale motivo tanti anni prima.
Un puzzle difficile da gestire, tanti problemi a sovrapporsi ed un’unica risorsa data dall’aiuto fraterno di colleghi che sono prima di tutto amici, di vita e soprattutto di stadio.
La passione per il Manchester United e la conseguente mitizzazione dell’idolo Cantona sono l’ancora di salvezza di Eric che ricomincerà a risalire la china, tra uno spinello e l’altro, fumato in compagnia della sua nuova guida.
Guardare in faccia la realtà, affrontare le difficoltà che si presentano ed il conseguente rischio, riprendere in mano il proprio destino e giocarselo come in una partita di football. Questo è la nuova sfida di Eric Bishop.
Quando tutto sembra andare definitivamente in pezzi per l’ennesima e forse definitiva volta, quella che sarà identificata, (e come potrebbe essere altrimenti?), l’”operazione Cantona”, lo farà risalire dagli abissi per riappropriarsi della propria vita e della propria famiglia.
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Planet 51 (2009 USA, colore, 90')
Regia: Jorge Blanco
Sceneggiatura: Joe Stillman
Produzione: Ilion Animation Studios e Handmade Films
Distribuzione: Moviemax
E' atterrata in questi giorni nelle sale del pianeta terra la navicella dell'astronauta Chuck di Planet 51, una versione capovolta di molti film sugli incontri ravvicinati del terzo tipo. Dico capovolta perchè il mondo concepito dall'astronauta Chuck in cerca di gloria nello spazio, convinto di conquistare un nuovo pianeta senza troppa difficoltà, si capovolge letteralmente, quando viene a scoprire che quello stesso pianeta non è totalmente privo di vita. Ma anche il mondo di Lem, adolescente alieno medio, che vive pacificamente sul Pianeta 51 e si imbatte suo malgrado con l'umanoide Chuck, viene capovolto.
L'idea semplice, ma efficace, di cambiare la prospettiva dell'incontro con civiltà venute dallo spazio e di pensare ad uno sbarco “umano” su un pianeta “alieno” non è l'elemento più originale di tutta la costruzione di Stillman e Blanco. Tutto il lavoro degli autori e dei disegnatori nel concepire Planet 51 dimostra la caratteristica più creativa del film. Stillman e Blanco hanno concepito Planet 51 come una sorta di America anni '50 aliena.
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27. Torino Film Fest
13 - 21 novembre 2009

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Good Morning Aman (Italia 2009, colore, 105')
Regia: Claudio Noce
Interpreti principali: Valerio Mastandrea, Said Sabrie, Anita Caprioli, Amin Nour
Produzione: DNA Cinematografica
Distribuzione: Cinecittà Luce
Dai tetti dell’Esquilino si ammira una Roma diversa. Anche se la veduta rimane di quelle da mozzare il fiato, non è lo stesso sguardo di cui potete godere se vi trovate dall’alto degli hotel del centro. Notate il traffico, il cielo per lo più terso, le antenne che ancora la fanno da padrone a dispetto delle parabole della periferia, ma non le mille chiese e l’andamento altalenante dei sette colli. Se non fosse per il “clima” non sapreste di essere a Roma.
E proprio a Roma, anzi proprio su di una terrazza condominiale del quartiere romano, si incontrano Aman e Teodoro, il primo giovane emigrato etiope di seconda generazione ed il secondo quarantenne romano ex-pugile. Sono a Roma ma potrebbero essere ovunque nel nostro paese. Il ragazzo alla ricerca di un futuro e forse anche di una precisa identità che non trova, l’uomo a cercare dentro se stesso un’esistenza che ha perso senza rendersene conto. Uno emarginato per imposizione della società, dei luoghi comuni, del ghetto che giornalmente si costruisce intorno a chi è “diverso” per razza, cultura, religione. L’altro per scelta personale. Due facce della stessa medaglia. Di colore diverso, con un diverso passato ma le stesse angosce e le stesse speranze.
Nessuno dei due riesce a dormire e così nasce una strana amicizia fatta più di silenzi e sguardi che di parole e confessioni. Una amicizia che fa riemergere Teodoro da un auto-isolamento di tre anni e fa iniziare a comprendere ad Aman che la solitudine può essere una fonte da cui attingere.
Tutti e due a cercare un affrancamento che, seppur in modo diverso, trovano con l’ausilio del nuovo conosciuto, dell’estraneo entrato a far parte della propria vita.
L’idea del film parte da lontano, ha riferito il regista durante la conferenza stampa.
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Premio Adelio Ferrero - 29° edizione |
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Premio Adelio Ferrero - 29° edizione
dedicato ai giovani saggisti e critici cinematografici
Come curatore del Corso Scrittura e recitazione tra teatro e cinema presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi G. D’Annunzio di Chieti, è con orgoglio e grande soddisfazione che mi preme segnalare il buon esito raggiunto da Emanuela Di Lorenzo, studentessa iscritta al Corso di Laurea in Lettre Classiche, alla 29 Edizione del Premio Ferrero per giovani saggisti e critici cinematografici.
La Fondazione Teatro Regionale Alessandrino, in collaborazione con la Scuola Holden di Torino, come ogni anno ha organizzato il Premio riservato ai giovani dai 16 ai 27 anni, a ricordo dell’opera critica, didattica e politico culturale che Adelio Ferrero (1935 – 1977) svolse ad Alessandria e a livello nazionale, in qualità di critico cinematografico e docente di Storia del Cinema presso il DAMS di Bologna, fondatore della rivista Cinema & Cinema, nonché primo Presidente dell’Azienda Teatrale Alessandrina.
Emanuela Di Lorenzo ha partecipato con successo, arrivando tra i primi dieci finalisti nella sezione dedicata alle recensioni cinematografiche, facendo apprezzare soprattutto il particolare valore narrativo del suo elaborato.
Di seguito la recensione di Emanuela, selezionata dalla giuria Sezione Recensioni composta da alcune delle firme più autorevoli della critica cinematografica italiana: Pier Maria Bocchi, Barbara Grespi, Roberto Lasagna, Paolo Mereghetti, Morando Morandini, Emiliano Morreale.
Alfredo Venanzi
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Nel Paese delle Creature Selvagge |
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Nel Paese delle Creature Selvagge
(“Where the Wild Things are” - USA 2009, colore 99')
Regia: Spike Jonze
Interpreti principali: Max Records, Catherine Keener, Mark Ruffalo
Produzione: Palatone /Wild Things
Distribuzione: Warner Bros. Pictures
Esce oggi nelle sale il film di Spike Jonze Nel paese delle creature selvagge, un film poetico e “fuori tempo” dedicato a chi un po’ selvaggio ci si sente ancora. Chi si aspetta che questo film sia un film per bambini, nel senso stretto del termine, ritengo che rimarrà un po’ deluso.
Prima di tutto perché non è un film per l’infanzia, ma piuttosto un film su l’infanzia. Chi ha avuto la fortuna di tenere fra le mani il libro “Nel Paese dei Mostri Selvaggi” di Maurice Sendak, edito da Babalibri, che ha ispirato la sceneggiatura scritta a quattro mani da Jonze e Dave Ehggers, si rende subito conto che, pur essendo un libro per bambini, in realtà, come tutte le favole, ha diversi piani di lettura.
In realtà si parla della rabbia del piccolo Max, che punito dalla mamma per avere combinato l’ennesima marachella, si immagina di partire e di arrivare su un isola popolata da Mostri Selvaggi. Comportandosi più selvaggiamente di loro, Max li soggioga tanto da diventarne re. Con loro riesce a compiere tutte le cose sfrenate che ha sempre sognato, dalla distruzione delle cose, alle battaglie di fango, al saltare l’uno sull’altro. Ma poi realizza che non è facile governare la rabbia, quando questa è di qualcun altro, e non è facile gestire la mancanza di chi ti vuole bene. Decide così di lasciare i suoi nuovi amici è di tornare a casa dalla sua mamma.
La decisione di Jonze di non fare un film di animazione, ma di rendere le figure di questi mostri giganteschi, reali e toccabili da parte del piccolo Max, ha fatto si che la resa visiva sia decisamente inusuale. Il lavoro di rendere reali le creature disegnate da Sendak nel suo libro, senza utilizzare ricostruzioni al computer (se non per le espressioni del viso) così che il piccolo Max Records potesse abbracciarle e essere sommerso dall’enorme massa di pelo e di piume di questi personaggi, è stato sicuramente un'impresa impegnativa. Ma questa decisione ha fatto sì che lo spettatore si sentisse trasportato veramente in un mondo di fantasia più reale del grigio mondo della realtà.
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Festival Internazionale del Film di Roma: I VINCITORI |
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Festival Internazionale del Film di ROMA – 2009 I VINCITORI
I VINCITORI
Con la tradizionale cerimonia delle premiazioni, che ha visto l’elegantissima Vanessa Incontrada nell’insolita veste di madrina, si è ufficialmente conclusa la IV edizione del Festival Internazionale del Film di ROMA. L a giuria presieduta da Milos Forman, formata tra gli altri da Gabriele Muccino (che con Giuseppe Tornatore ha offerto a pubblico e critica un’interessante discussione sul cinema), Gae Aulenti (architetto italiano tra le più apprezzate), Jean-Loup Dabadie, Pavel Lungin e l’attrice Senta Berger, ha emesso il suo insindacabile verdetto.
Il Premio Marc’Aurelio d’Oro al miglior film è andato e Brotherskab del danese Nicolo Donati, opera prima di forte impatto apprezzata e contestata al tempo stesso per il binomio nazismo/omosessualità ai tempi nostri. Meritato il riconoscemento che speriamo aiuti la pellicola a trovare presto un distributore.
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Festival Internazionale del Film di Roma - 2009
Rupi del vino (Italia 2009)
Regia: Ermanno Olmi
Fotografia: Massimiliano Pantucci
Produzione: Ipotesi Cinema srl con il concorso di Fondazione Provinea ONLUS, Banca Popolare Sondrio
Viticoltura eroica è quella che, da secoli, viene praticata in Valtellina. Da uomini che con sapienza agricola, costanza, fatica, persino testardaggine, hanno rubato nel tempo e continuano a strappare, fazzoletti di terra alla montagna.
Quella terra che madre natura riesce a concedere per poter, dopo ulteriori interventi, essere finalmente coltivata nel tempo. Per generazioni.
“Valtolina…valle circumdata d’alti e terribili monti. Fa vini potentissimi e assai” scriveva già Leonardo da Vinci, e da allora, fino ai nostri giorni, la Valtellina ha continuato strenuamente a portare avanti questo tipo di coltivazione, a dispetto di un’altitudine ed un territorio che sembrano negarne continuamente la vocazione.
Seguendo le pagine de “L’avventura in Valtellina” di Mario Soldati (al quale è dedicato Rupi del Vino), Ermanno Olmi ci conduce tra i vigneti terrazzati in provincia di Sondrio, realizzati con miriadi di muri a secco in sasso (stimati in oltre 2500 Km. di sviluppo lineare) al contempo componente peculiare del fascino paesaggistico del territorio e testimonianza delle tradizioni storico-culturali.
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Festival Internazionale del Film di Roma - 2009
Oggi Sposi (Italia 2009, colore, 114')
Regia: Luca Lucini
Interpreti principali: Luca Argentero, Moran Atias, Dario Bandiera, Carolina Crescentini, Francesco Montanari, Filippo Nigro, Gabriella Pession, Michele Placido, Renato Pozzetto, Isabella Ragonese, Lunetta Savino, Hassani Shapi,
Distribuzione: Universal Picture International Italia
Attesissimo film di richiamo del Festival, è stato presentato oggi l'ultimo lavoro di Luca Lucini “Oggi sposi”, che uscirà nelle sale Venerdì 23 Ottobre in 400 copie.
Fedele alle aspettative dettate dal titolo, il film parla dei giorni che precedono il fatidico sì e delle pene, non di amor perdute, ma piuttosto di organizzazione, che li caratterizzano, affrontati dal punto di vista di quattro coppie: la coppia multi-etnica, dell'ispettore pugliese Nicola Impanato e della figlia dell'ambasciatore indiano a Roma, Alopa; la coppia precaria (precaria in senso lavorativo) di Salvatore Sciacca e Chiara Malgò; la coppia VIP del finanziere Attilio Panecci e della soubrette Sabrina Monti; ed infine la coppia per interesse dell'anziano Renato di Caio e la massaggiatrice Giada, ostacolata dal figlio Magistrato Fabio definito dal padre “Triste come un funerale in autunno... a Lodi... con la nebbia”. Le storie si dipanano e si intersecano, come da migliore copione delle ultime commedie italiane.
Il film convince soprattutto per la sceneggiatura; Cattleya voleva puntare sulla commedia italiana, un genere che ci appartiene e che ha caratterizzato, ad ottimo livello soprattutto in passato, il nostro cinema. Lo scopo della casa di produzione è però quello di superare i confini nazionali a cui è destinato il prodotto "cine-panettone, per gettare uno sguardo oltre il nostro Paese. Gli ottimi sceneggiatori Bonifacci, Brizzi Martani, alzano quindi il tiro.
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Festival Internazionale del Film di ROMA – 2009 ALICE NELLA CITTA'
Vegas (Norvegia 2009, colore, 108’)
Regia: Gunnar Vikene
Sceneggiatura: Gunnar Vikene, Torun Lian
Interpreti principali: Anders Baasamo Christiansen, Helge Jordal, Kyrre Haugen Sydness, Karoline Stemre, Jørgen Hausberg Nilsen, Sindre Kvalsvag Jacobsen
Produzione: Cinenord and Kong Film
L’opera del regista norvegese Gunnar Vikene, presentato al Film Festival di Roma nella sezione “Alice nella città” è un film sull’infanzia e sull’adolescenza nella nostra società in cui, sempre di più, al benessere economico corrisponde la solitudine affettiva e il disagio psicologico.
Un film sulle difficoltà della vita, ma soprattutto sull’incapacità degli adulti a svolgere il loro ruolo di protezione e di rassicurazione; genitori troppo chiusi nei propri bisogni,nel proprio dolore, nella propria disperazione per riconoscere i bisogni, il dolore e la disperazione dei figli ed aiutarli. Figli vittime di adulti irresponsabili e, adulti vittime della loro incapacità di vivere.
Un film sul dolore e la difficoltà di elaborare il lutto indipendentemente dalla perdita subita, un film sul desiderio impossibile di ritornare a “un prima” di felicità, reale o immaginato.
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The Imaginarium of Doctor Parnassus |
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Festival Internazionale del Film di Roma- 2009
Parnassus: L'Uomo che voleva ingannare il diavolo (Francia, Canada, U.K. 2009, colore, 122')
Regia: Terry Gilliam
Interpreti principali: Heath Ledger, Johnny Depp, Colin Farrel, Jude Law, Christopher Plummer, Tom Waits
Distribuzione: Moviemax
Uno strano carrozzone trainato da cavalli che si aggira per le strade notturne di Londra inseguito dalle sue ombre ingigantite, si trasforma in un istante in un teatro Vittoriano, con strani personaggi senza tempo che si fermano a richiamare i passanti ed invitarli ad attraversare un magico specchio.
Queste sono le prime scene di “Parnassus: l'uomo che voleva ingannare il diavolo”, in uscita in Italia il 23 ottobre prossimo. Il film è il racconto di un'eterna partita tra Parnasuss ed il diavolo, interpretato da uno scanzonato Tom Waits: il bene ed il male che si ritrovano attorno ad un eterna scommessa, quasi vecchi amici che si divertono a rubarsi anime.
Il gioco però si fà più duro quando la posta dell'ultima scommessa è l'anima della figlia di Parnassus, e quando la sgangherata compagnia teatrale si imbatte in Tony, un giovane brillante dal passato poco limpido, mentre questi penzola impiccato da un ponte di Londra.
Ultima interpretazione di Heath Ledger, che morì durante le riprese del progetto, e fortemente voluta da Gilliam, tanto da riscrivere la sceneggiatura, trovando in Depp, Farrel e Law le altre facce oniriche del personaggio interpretato da Ledger, la pellicola è un visionario viaggio attraverso i desideri umani più o meno fragili, più o meno sinceri.
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Festival Internazionale del Film di ROMA - 2009: ALICE NELLA CITTA'
Astroboy (USA 2009, colore, 94’)
Regia: David Bowers
Sceneggiatura:Timothy Harris, David Bowers
Doppiatori italiani: Silvio Muccino, Carolina Crescentini, Trio Medusa
Adattamento del doppiaggio italiano: Francesco Vairano
Produzione: Imagi Studios
Distribuzione: Eagles Pictures
Spettacolo nello spettacolo alla conferenza stampa che ha seguito la proiezione del film di animazione Astroboy presentato nella sezione Alice nella città. A tenere banco è il Trio Medusa, al secolo Gabriele Corsi, Giorgio Maria Daviddi e Furio Corsetti, scelti come doppiatori per i bizzarri personaggi che partecipano al film diretto da David Bowers. Ironia della sorte, i comici debuttano nel 1994 su una singolare emittente radiofonica che trasmette canzoni e sigle tratte da cartoni animati.
I tre esordiscono subito affermando che pur di doppiare un cartoon, avrebbero “prestato le proprie voci anche ai pinguini di Madagascar”. Tra una battuta e l’altra l’incontro con i giornalisti si fà più serio e il dibattito si anima.
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Festival Internazionale del Film di ROMA - 2009
Alza la testa (Italia 2009, colore, 86’)
Regia: Alessandro Angelini
Sceneggiatura; Alessandro Angelini, Angelo Carbone; Francesca Marciano
Interpreti principali: Sergio Castellitto; Gabriele Campanelli, Giorgio Colangeli, Anita Kravos
Produzione: Bianca Film, Rai Cinema, Alien Produzioni
Distribuzione. 01 Distribution - Rai Trade
 E’ un “film essenzialmente semplice” Alza la testa. Così , riprendendo le parole di Sergio Castellitto (sempre più bravo!), è possibile definire l’ultimo lungometraggio di Alessandro Angelini, di nuovo in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma dopo il successo di esordio alla prima edizione del 2006 (la prima Festa!) con L’aria salata e il meritato premio a Giorgio Colangeli.
Impossibile non commuoversi durante gli 86 minuti del film, in cui il regista è riuscito a condensare perfettamente temi importanti e profondi , mai trattati in modo banale: l’immigrazione, le donazioni di organi, la ricerca della propria identità sessuale… il dolore. L’obiettivo era quello di realizzare “un film che ricordasse molto da vicino la vita” afferma Angelini durante l’incontro con la stampa all’Auditorium Parco della Musica; obiettivo decisamente raggiunto sia nella costruzione della storia sia nella direzione degli attori.
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Festival Internazionale del Film di ROMA - 2009: IN CONCORSO
Up In The Air - Fra le nuvole (USA 2009, colore, 108’)
Regia: Jason Reitman
Interpreti principali: George Clooney, Vera farmiga, Anna Kendrik, Jason Bateman
Produzione: Paramount Pictures - Montecito Picture Company
Distribuzione italiana: Universal Pictures Italy
Personalmente ci auguriamo il bis per Jason Reitman, già trionfatore alla Festa di Roma del 2007 con Juno . Applauditissima, infatti, è stata la proiezione in anteprima per la stampa di Up In The Air. Commedia amara, basata sull’omonimo romanzo di Walter Kirn (2001), e magistralmente interpretata da George Clooney. La trama sembrerebbe attingere all’attualità e riporta inevitabilmente ai tragici episodi recenti legati alla crisi economica. Ma i fatti di cronaca restano sullo sfondo e diventano il pretesto per raccontare qualcosa di più importante: l’incapacità dell’uomo di coltivare rapporti interpersonali. Proprio nell’era dei “social network”, dell’uso smodato dei telefonini, il rischio è di restare isolati come Ryan Bingham, protagonista del film, sospeso tra le nuvole, sempre in viaggio da un aeroporto all’altro, ossessionato dalla raccolta di miglia dei programmi frequent flyer.
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Lo Spazio Bianco (Italia 2008, colore, 98')
Regia: Francesca Comencini
Sceneggiatore: Francesca Comencini, Federica Pontremoli
Interpreti principali: Margherita Buy, Gaetano Bruno, Maria Pajato, Antonia Truppo, Giovanni Ludeno
Produzione: Fandango in collaborazione con RAI CINEMA
Lo Spazio Bianco è un luogo non-luogo, in uno spazio temporale sospeso, immerso in una Napoli che stentiamo a riconoscere. A volte buia, spesso piovigginosa, incornicia tutte le inquietudini di Maria (una convincente Margherita Buy premio Pasinetti alla 66° Mostra di Venezia) alle prese con una gravidanza non desiderata e la successiva nascita non-nascita. La bimba che si aspettava venisse al mondo rimane infatti nel mondo asettico e tecnologico di una incubatrice in quanto prematura, ed il tempo che deve trascorrere la neo mamma è una continua attesa. L'attesa che avvenga qualcosa, che la propria figlia riesca finalmente a venire al mondo o meglio NEL mondo, oppure decida di morire affidandola completamente alla disperazione più totale ma liberandola da quel limbo dai contorni onirici.
Maria continua ad aspettare Irene in un susseguirsi di ore e di giorni in cui non si sente più una gestante ma non è ancora una mamma. Non può prendere in braccio la propria creatura, non può cullarla, non può acquistarle i primi completini come ogni altra madre al mondo farebbe.
Malgrado questo non conduce più la vita precedente. Tre mesi di “pause”, nella mancanza di respiro che accompagna l'attimo precedente la discesa a precipizio delle montagne russe.
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Festival Internazionale del Film di ROMA - 2009 |
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Festival Internazionale del Film di ROMA
15 -23 ottobre 2009

Ultimi preparativi per la IV Edizione del Festival Internazionale del Film di Roma. Definito il fitto cartellone di appuntamenti, anteprime, incontri, retrospettive e mostre collaterali; si lavora al completamento degli ultimi dettagli prima del debutto ufficiale previsto per giovedì 15 ottobre.
Eviterò di ripetere la (non solo personale) polemica che ha accompagnato la precedente edizione , sulle oggettive difficoltà nel raccogliere l’eredità dell’ottimo lavoro svolto da Goffredo Bettini, presidente impeccabile delle prime edizioni della mostra concepita come un “festoso” evento collettivo voluto e sostenuto dall’ex Sindaco Walter Veltroni.
Rinnovo, pertanto, l’augurio espresso l’anno passato, affinché, ancora una volta, l’Auditorium Parco della Musica possa essere il cuore della Manifestazione, il punto di partenza delle tante iniziative che in passato hanno saputo coinvolgere l’intera capitale. Evidente la mia passione per la suggestiva architettura di Renzo Piano che bene ha mostrato la propria versatilità di spazio multifunzionale, divenendo luogo ideale del temporaneo villaggio del cinema di Roma.
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FAME - Saranno Famosi (USA 2009, colore, 120')
Regia: Kevin Tanchaoen
Sceneggiatura: Allison Burnett
Coreografie: Marguerite Derricks
Musiche originali: Mark Isham
Interpreti principali: Naturi Naughton, Asher Book, Kay Panabaker, Kherington Payne,
Collins Penniè, Walter Perez, Paul McGill, Charles Dutton, Debbie Allen
Produzione: Metro GoldwynMayer Pictures - Lakeshore Entertainment - United Artists
Distribuzione: KeyFilms - Lucky Red
La macchina da presa scopre lentamente le tante lampadine che compongo l’ormai inconfondibile scritta “Fame”, la musica incalza ed è inevitabile non tornare con la mente al film di Alan Parker e alla fortunata serie TV. Inevitabile non pensare alle storie di Coco, Bruno Martelli, Leroy, Doris, Danny Amatullo, e ai ritratti di quei personaggi, che seppur nella realtà non abbiano incontrato la stessa fortuna, hanno incarnato negli anni ’80 il sogno di tanti adolescenti.
“Sogni ambiziosi: successo, fama… ma queste cose costano ed è qui che si comincia a pagare. Col sudore.”… queste le parole dell’allora maestra di danza Lydia Grant, impersonata da Debbie Allen, oggi unica attrice riconfermata nel nuovo cast, quasi irriconoscibile nei panni di Angela Simms, direttrice della scuola ma ancora convinta sostenitrice del duro e faticoso percorso necessario per il raggiungimento dei propri obiettivi.
Revival più che remake dell’omonimo film vincitore di due premi Oscar, che con un’accattivante e rinnovata colonna sonora, coreografie coinvolgenti e decisamente originali, ripropone sullo schermo le vicende di un gruppo di artisti talentuosi. Aspiranti ballerini, cantanti, attori e musicisti della nota High School of Music & Performing Arts, dalla prima audizione per l’ingresso al celebre Lincoln Center fino al giorno del conseguimento del diploma.
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66° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia
Gordos (Spagna 2009, colore, 120')
Regia: Daniel Sánchez-Arévalo
Interpreti Principali: Antonio de la Torre, Raúl Arévalo, Roberto Álamo, Fernando Albizu, Pilar Castro, Teté Delgado, Roberto Enríquez, Leticia Herrero
Produzione: Tesela
Dieta a zona, a punti, bendaggi gastrici, sondini. La medicina le ha studiate tutte per cercare di far dimagrire pazienti più o meno in sovrappeso e l’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene il problema dell’obesità come una delle principali sfide del nuovo millennio. In “Gordos”, dello spagnolo Daniel Sanchez Arévalo, i cinque protagonisti sperano di risolvere il problema ricorrendo alla psicoterapia di gruppo, alla ricerca delle cause reali, perlopiù celate o volutamente misconosciute, che li hanno portati a prendere taglie su taglie.
La scoperta che il proprio peso corporeo è probabilmente il problema più facile da affrontare, sarà per loro solo l’inizio di un tormentato percorso che li condurrà a rivalutare i rapporti affettivi (famiglia e partner), sessuali (compresi quelli di identità), non meno che quelli lavorativi. Lo stesso analista si troverà tirato in ballo, rimettendo in gioco lui stesso e le proprie condizioni in questo turbillon di liasons emotive.
Il cibo risulta pertanto un semplice pretesto e nel film non riveste mai un ruolo determinante come invece lo è in ogni forma di dieta classica così come noi la conosciamo. Al centro gli uomini e le donne, con le loro storie messe a nudo (nel senso più reale del termine), scomposte, ed a fatica più o meno compiutamente ricostruite.
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Aperitivo concerto: un successo di solidarietà |
Aperitivo concerto: un successo di solidarietà
18 settembre 2009, ore 19 – Circolo del Tennis Tor Carbone, Via di Tor Carbone, 41 00178 Roma
Grande partecipazione per l’Aperitivo concerto di solidarietà che si è tenuto il 18 settembre scorso presso il Circolo del Tennis Tor Carbone e che ha permesso, grazie alla generosità dei presenti, di raccogliere fondi a sostegno dei progetti portati avanti dall’Associazione nei territori africani del Togo e del Benin.
Un sentito ringraziamento va a tutti coloro che hanno reso possibile questa serata, in particolare agli Unbound Voices che, del tutto gratuitamente, hanno contribuito a creare con la loro coinvolgente performance un’atmosfera di festa e armonia.
Di seguito l'invito alla serata:
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66° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia: i vincitori
... and the winner is...
Con la premiazione ufficiale, cala il sipario sulla 66 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Da domani cittadini e turisti potranno riappropriarsi degli spazi più suggestivi della città. Spenti i riflettori si torna alla normalità, in attesa della prossima eizione con la consegna del nuovo palazzo del cinema.
Positivo il bilancio della Manifestazione che ha confermato l'alto livello delle pellicole presentate in concorso e non. La Giuria presieduta da Ang Lee ha emesso l'insidacabile verdetto, tra le solite polemiche che ancora una volta confermano l'impossibilità di mettere tutti d'accordo, pubblico e critica. Noi dalle pagine di movieforum.it evitiamo di alimentare il solito chiacchiericcio che accompagna ogni premiazione (e che sarà già dimenticato domani), limitandoci a pubblicare l'elenco dei vincitori e aspettando l'uscita dei film nelle sale.
Leone d'oro - miglior film: Lebanon di Samuel Maoz
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66° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia
Venezia 5 Settembre 2009
PRIMI BILANCI
Sarà l'aria, sarà l'acqua, sarà il caffè, ma quest'anno sono molto ben disposta verso le scelte fatte da Marco Müller e dalla sua squadra di selezionatori. Anche oggi le promesse vengono mantenute. “The Bad Liutenant” di Werner Herzog non fà cambiare l'opinione positiva che mi sono fatta fino a questo momento.
La giuria, presieduta da pluripremiato Ang Lee, avrà dell'ottimo materiale tra cui scegliere, sempre che nella seconda parte della Mostra il livello non scenda terribilmente. (Apriamo parentesi. Scoprire quale è stato il sogno ispiratore che ha convinto Marco Müller a scegliere come giurato Luciano Ligabue, artista principalmente musicale, anche se si è cimentato come regista in un paio di occasioni, sembra essere lo sport principale alla mostra).
Non dimentichiamo poi che in concorso quest'anno ci sono ben quattro film italiani, di cui un esordiente. Bieco campanilismo, o siamo finalmente riusciti a raccontare storie non troppo provinciali? Per il momento i film italiani sono tutti da scoprire.
Nel frattempo ci godiamo “Dieci Inverni”, anche questo italiano ed anche questo di un esordiente, Valerio Mieli. Presentato nella sezione “Controcampo Italiano”, il film ha collezionato più di cinque minuti di applausi nella proiezione per il pubblico. Storia di un amore raccontato in maniera garbata e leggera, ci lascia soddisfatti anche se non estasiati, e questo non è facile da ottenere oggi da un film.
Paola Dell'Uomo
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66° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia
The Bad Lieutenant. Port of Call New Orleans (USA 2008, colore, 121')
Regia: Werner Herzog
Interpreti principali: Nicolas Cage, Eva Mendes, Jennifer Coolidge, Val Kilmer, Fairuza Balk
Distribuzione: Italian International Film
Molti commenti del pubblico più smaliziato, quello dei cinefili, hanno lasciato trapelare una leggera insoddisfazione: “non è l'Herzog che ti aspetti”; “Se pensi ad un film autorale, rimarrai delusa”; “la solita trama del poliziotto corrotto, da Herzog non me lo aspettavo”
Si entra nella sala con un po' di pregiudizi lasciati da questi commenti di chi il film lo ha già visto; e poi la da presenza di Nicolas Cage nel cast come interprete principale, non aiuta, visto le scelte fatte dall'attore nelle sue ultime fatiche. È vero, è la solita storia del poliziotto americano corrotto... ma... si c'è un Ma.
Terenceh McDonagh, ispettore di polizia promosso dopo il salvataggio di un prigioniero durante l'uragano Katrina, è diventato totalmente dipendente da qualsiasi tipo di droga, in seguito ai fortissimi dolori alla schiena riportati dopo il suo generoso atto di eroismo. Messo a capo di un indagini per un pluriomicidio, rischia di mandare tutta la sua vita in fumo per l'impossibilità di rinunciare alla droga, cerando di procurarsela con ogni possibile mezzo, prevalentemente illegale.
Storia semplice e forse già vista, ma ciò che però cambia tutta la prospettiva, è l'assoluta impossibilità di formulare un qualsiasi giudizio morale. I personaggi più o meno grotteschi che ruotano intorno a McDonagh si trovano di volta in volta da una o dall'altra parte della barricata. Lo stesso protagonista si muove tra tentativi di estorsione, ricatti, minacce a povere vecchiette con una strampalata leggerezza che lo fa diventare vetamente il “buono”.
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Venezia 4 Settembre 2009
MOMENTI DI GLORIA
Giornata piena, oggi, al Lido. Si inizia presto, alle 8.30, con il primo film e si capisce subito che il livello delle opere in concorso nelle sezioni principali parte con il piede giusto.
Dopo la saga siciliana di “Baária”, si prosegue con una visione grottescamente agghiacciante della media borghesia americana di Todd Solondz, con il suo “Life during Wartime”, per poi perdersi nei desolati paesaggi post atomici di “The Road” di JhonHillcoat.
Tutti film in concorso che denotano un altissimo livello della scelta fatta dai selezionatori quest'anno. Finalmente si vede dell'ottimo cinema anche nelle sezioni principali e la cosa mette decisamente di buon umore.
Tanto che si decide di fare un giro per i punti di appostamento dei fans. Ai vari angoli più nascosti della mostra, è facile imbattersi in gruppi di giovani, e non più giovani, letteralmente avvinghiati alle transenne. Quello è il segno. Vale la pena avvicinarsi perchè lì, i bene informati lo sanno, passerà il divo di turno. Una cosa che mi ha sempre intrigato in queste manifestazioni è vedere come la gente sia inesorabilmente affascinata dal divo. Se vogliamo essere proprio sinceri con noi stessi, anche il cinefilo più raffinato, dentro di se subisce il richiamo della stella irraggiungibile che passa davanti per un istante. Ho sentito donne non più giovanissime che si vantavano per essere riuscite ad intrattenersi con Viggo Mortensen, sempre straordinariamente disponibile. Ragazzi che snocciolavano le varie tappe dei precedenti festival, scandendoli con i nomi dei Divi che avevano incontrato.
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66° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia
[REC]2 (Spagna 2009, colore, 85')
Regia: Jaume Balagueró, Paco Plaza
Sceneggiatore: Jaume Balagueró, Paco Plaza, Manu Díez
Interpreti principali: Jonathan Mellor, Oscar Sánchez Zafra, Ariel Casas, Andrea Ros
Distributore: Mediafilm Cinema
Seconda puntata horror del duo Balagueró - Plaza. Dopo i successi del 2007 con [REC], i registi spagnoli ci riprovano, riportando sul grande schermo il proseguo del loro primo lungometraggio di grande successo. Secondo le intenzione dei registi, [REC] ha continuato, con le visioni del pubblico ed i commenti successivi, a svilupparsi in modo quasi autonomo, offrendo nuovi spunti ed angolazioni non prevedibili precedentemente. Necessitava pertanto di una sorta di approfondimento e questo, per il duo iberico, dovrebbe costituire [REC]2.
La storia comincia, come ogni sequel che si rispetti, laddove il primo lavoro si era fermato. Questa volta, nel condominio infestato da un non meglio precisato virus, entrano, sempre muniti di telecamera, quattro membri di un gruppo speciale delle forze dell'ordine a coadiuvare-servire-proteggere un funzionario del Ministero della Sanità. Quella che sembrerebbe una missione di “igiene pubblica” si rivela immediatamente qualcosa di diverso e la trama vira decisamente verso il genere spirituale-demoniaco. Tra esorcismi, zombie posseduti ed ospiti inaspettati, si arriva all'epilogo a sorpresa, un finale che, ancora ambientato all'interno dell'edificio circondato, lascia la porta aperta a nuovi capitoli della saga.
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66° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia
Life During Wartime (USA 2009, colore 96')
Regia: Todd Solondz
Sceneggiatore: Todd Solondz
Interpreti principali: Ciarran Hinds, Shirley Henderson, Allison Janney, Charlotte Rampling, Ally Sheedy
Distribuzione: Fortissimo Films
In “Life during Wartime”, Todd Solondz riporta in vita i personaggi che avevamo lasciato in “Happiness” più di dieci anni fà. In realtà lo stesso Solondz ci dice come la sua volontà non sia stata quella di riprendere il racconto dal punto in cui lo aveva lasciato. Infatti per alcuni personaggi sonso passati solo pochi anni, per altri di più; sono cambiati gli attori, ed in alcuni casi anche l'appartenza etnica di alcuni di essi. Questo a dimostrare che i personaggi di queste storie intrecciate sono solo simboli di un disagio comune; ciò che ritroviamo è lo stesso disagio di vivere, nella spasmodica ricerca dell'amore dell'altro.
Joy deve affrontare il fallimento del suo matrimonio dopo che suo marito Allen le confessa di non essere riuscito a cambiare totalmente vita rinunciando a tutti i suoi vizi. Trish che tenta di ricostruire un fragile equilibrio della sua famiglia in un nuovo rapporto. Bill, ex marito di Trish, appena uscito dal carcere, che cerca suo figlio per assicurarsi che anche lui non sia segnato dall'incurabile vizio della pedofilia.
Ognuno combatte una sua battaglia terribile e tragica proprio perché filmata nella semplice naturalezza della normalità borghese.
I colori sono quelli accesi di una Florida in forma smagliante, dove dietro le porte delle candide bianche case, vanno in scena quotidiani inferni. Così si ripetono alcuni clichè della borghesia targata USA come la frenetica ricerca di Trish di affermare la sua identità ebraica in ogni scelta, finanche quella culinaria o il tentativo di difendere l'unità dei propri rapporti.
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66° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia
The Road (USA 2008, colore 120')
Regia: John Hillcoat
Sceneggiatore: Joe Penhall
Interpreti principali: Vigo Mortensen, Kodi Smit McPhee, Robert Duval, Guy Pearce, Charlize Theron
Alberi bruciati e distrutti, gelo, l'unico colore è rappresentato dalla luce accecante del fuoco che distrugge ciò che resta di una foresta morta.
Questo é lo scenario costante che accompagna un padre ed un figlio nel loro viaggio. Un viaggio che percorre strade deserte nel tentativo di sopravvivere dopo che un'imprecisata catastrofe ha distrutto tutto, lasciando i pochi sopravvissuti alla spasmodica ricerca di cibo.
Un padre ed un giovane figlio si muovono alla volta di un sud che più che meta geografica è una meta esistenziale. Il bimbo si immagina che al sud, al mare, al caldo possano esserci altri giovani con cui possa ritrovare quello che non ricorda più essere una rapporto umano senza terrore. La meta del padre è quello di portare il proprio figlio al caldo semplicemente perchè non avrebbe potuto sopravvivere ad un nuovo inverno. Entrambi hanno un unico obbiettivo: quella di sopravvivere senza trasformarsi da “buoni” in cattivi, da “uomini” in bestie.
Il racconto del padre Viggo Mortensen accompagna i due che si trovano di volta in volta a nascondersi dai gruppi di uomini che cercano di cacciarli come prede, e ad incontrare altri viaggiatori erranti come loro.
L'atmosfera è di piombo, interrotta da momenti di autentica suspance negli scontri con i “cattivi”, come li definisce il ragazzo, o da macchie di colore quando il padre ricorda la vita prima del disastro.
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66° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia
Videocracy (Svezia 2009, colore, 85')
Regia: Erick Gandini
Produttore: Atmo AB
Distribuzione: Fandango
Presentato oggi alla 66° edizione della Mostra Internazionale d'Arte cinematografica di Venezia, esce domani in Italia un film che ha già fatto discutere prima ancora di essere visto dal pubblico. La RAI ha infatti deciso di non trasmettere il trailer del Film, destinandolo ad una pubblicità ancora maggiore.
La Fandango di Procacci ha avuto il coraggio di distribuire in Italia “Videocracy” un film che è nato dall'idea del suo autore di dimostrare agli Svedesi, paese in cui vive da quando aveva 19 anni, come nella situazione Italiana di dominio culturale di un certo tipo di televisione, la situazione sia tutt'altro che risibile. Ed in Svezia, dove è già uscito, il film è diventato, a detta dello stesso Gandini, “l'horror dell'anno”.
L'idea di Gandini era abbastanza semplice: mostrare con il linguaggio televisivo, come un certo tipo di televisione, quella adottata ed amplificata dal Presidente Berlusconi, abbia cambiato la cultura in Italia negli ultimi 30 anni. Il risultato e veramente agghiacciante.
Il montaggio perfetto, sottolineato da una collonna sonora da suspance, mostra il costante virare della cultura di massa condizionata e controllata dalla televisione.
Allo stesso tempo mostra come questo modello televisivo rispecchi lo stesso modello di vita del Presidente e di un largo entourage di persone, più o meno VIP, più o meno ricchi. Come ha detto lo stesso Gandini nell'incontro avuto con il pubblico, "negli ultimi anni la politica in Italia non si è tanto svolta con la contrapposizione destra / sinistra, ma con il confronto tra quelli che appaiono in televisione e quelli che non ci sono".
Così le ragazze aspirano ad un posto di valletta, velinata o non, ed i ragazzi aspirano al trono di turno. Il documentario mostra i prodotti di questa cultura, dal giovane operaio il cui sogno è quello di conquistarsi un posto nel nuovo olimpo televisivo, a Lele Mora, grande burattinaio di sogni, a Corona, figlio di questa cultura, schiavo e ribelle allo stesso tempo.
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66° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia
Venezia 3 Settembre 2009
LAVORI IN CORSO
Oggi ci si sente più a proprio agio con i nuovi spazi, e ci si muove molto meglio. Come minimo ho bisogno sempre di quei due giorni per capire il funzionamento di una manifestazione, figuriamoci quando mi cambiano le carte in tavola e rivoluzionano gli spazi per mettersi in coda.
Il programma della giornata è molto intenso e oggi tutto dedicato alle sezioni parallele, quelle delle giornate degli autori e della settimana della critica. La scelta ripaga, perché, come al solito è li che si trovano le chicche più inaspettate.
Già ieri ci aravamo acclimatati con il film ”L'amore e basta” di Stefano Consiglio, documentario che indaga sulla condizione di coppie gay in giro per l'Europa. Consiglio intervista i protagonisti di queste vite “altre” di coppia, cercando di individuare e di evidenziare la perfetta normalità di questi amori, tanto che viene da chiedersi se c'è veramente il bisogno di sottolineare una normalità senza trasformarla in anormalità.
Oggi hanno sfilato davanti ai nostri occhi le intense immagini di “Je suis heureux que ma mere soit vivante” di Claude e Nathan Miller. Il film, ispirato ad una storia di cronaca, racconta attraverso lo splendido, intenso volto del giovane protagonista, Vincent Rottiers, la devastazione che provoca l'abbandono di una madre nel mondo di un bambino segnando irrimediabilmente la sua personalità fino alla vita adulta.
E' stata poi la volta delle kafkiane ambientazioni di “Metropia” di Tarik Saleh. Film di animazione Svedese, racconta con le sue atmosfere grigie, la scoperta di una rete di controllo che, attraverso la rete metropolitana e uno shampoo, è in grado di condizionare tutta l'Europa, narrando la mania ossessiva del complotto che ci controlla condizionando i nostri pensieri anche attraverso la televisione. Le particolarissime figure che in alcuni momenti sembrano pupazzi animati ed in altri sembrano esseri umani, sono state ottenute, a detta dello stesso autore, utilizzando in maniera errata un software 3D.
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66° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia
Baarìa (Italia 2009, colore, 160')
Regia: Giuseppe Tornatore
Sceneggiatore: Giuseppe Tornatore
Interpreti principali: Francesco Scianna, Margherita Madè, Nicole Grimaudo, Angela Molina, Lina Sastri, Salvo Ficarra, Valentino Picone, Lollo Franco, Gaetano Aronica, Luigi Lo Cascio, Monica Bellucci, Laura Chiatti
Produzione e distribuzione: Medusa Film
Grande attesa per l'apertura della 66° edizione della Mostra di questo film di Tornatore. Dopo venti anni l'Italia ritorna ad inaugurare la mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, e lo fa con un colossal tutto Italiano. Un cast che tra piccole partecipazioni, camei e semplici comparse raccoglie una buona fetta degli attori italiani, da Raul Bova, a Leo Gullotta, da Monica Bellucci a Michele Placido, solo per citarne alcuni.
I numeri hanno preceduto il film: 35 milioni di euro spesi nella produzione, un cast stellare tutto italiano, un numero di comparse incalcolabile, la ricostruzione perfetta di Bagheria in quasi un secolo di storia italiana; persino il commento del premier che lo ha definito “un capolavoro”, tutto presentava questo film come uno strepitoso successo.
É certo che Tornatore ha voluto fare le cose alla grande, una sorta di “C'era un volta in America” tutta italiana, con le musiche del maestro Morricone ad accompagnare le immagini.
Attraverso la storia di Peppino, della sua famiglia, del padre Cicco e del figlio Pietro, Tornatore racconta un secolo di storia Italiana, dal Fascismo alla fine dello scorso secolo.
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66° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia
Venezia 2 Settembre 2009
LAVORI IN CORSO
Ha avuto inizio oggi la 66° edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e si sono aperti i battenti sui lavori in corso per il nuovo palazzo del cinema che dovrebbe essere pronto il prossimo anno. Si sono aperti i battenti sulla location parzialmente modificata a causa dei cantieri aperti, creando qualche problema di adattamento, lamentati soprattutto dai giornalisti che, per tradizione, sono poco inclini ad adattarsi ai cambiamenti.
Si sono aperti i battenti, ma in realtà i lavori in corso per questa edizione della mostra non sono ancora finiti. Così si vedono quà e là imbianchini sospesi su scale, intenti a dare gli ultimi ritocchi, operai che fissano gli ultimi brandelli di tappeti rossi, e Leoni trasportati da aitanti operai che vagano da un angolo all'altro della Mostra.
Si sono aperti i battenti nella maniera migliore per il nostro Paese, che dopo vent'anni vede un suo film scelto ad inaugurare la Mostra. É Tornatore che presenta questa sera il suo “Baarìa”, saga familiare che abbraccia la storia d'Italia dal Fascismo alla Prima Repubblica, ambientata nella sua Bagheria.
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Venezia 2009 - 66. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica |
66. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica

Innegabile ed irresistibile il fascino della Mostra del Cinema di Venezia, che ancora una volta sotto la direzione di Marco Müller, si appresta ad aprire i battenti, dal 2 al 12 settembre in un fitto cartellone di proiezioni.
Articolato e vasto, infatti, il programma della Mostra si presenta decisamente interessante, confermando la volontà degli organizzatori di dare spazio alle molteplici sfaccettature del cinema dei nostri giorni. Film d'autore e film di nuove promesse, film italiani e film stranieri, film popolari e film per pochi, ma comunque film di qualità.
Tante le sezioni della manifestazione, capaci di soddisfare i più diversi appetiti e soprattutto di rappresentare il cinema nelle sue diverse identità:
Venezia 66 - Concorso internazionale di lungometraggi in prima mondiale
Fuori Concorso - Opere firmate da autori di importanza riconosciuta
Orizzonti - Le nuove correnti del cinema mondiale
Controcampo Italiano - Le nuove linee di tendenza del cinema italiano
Corto Cortissimo - Concorso internazionale di cortometraggi
Questi Fantasmi - Cinema italiano ritrovato
Ad aprire ufficialmente la manifestazione saranno Maria Grazia Cucinotta, madrina della 66° edizione del Festival che rivedremo anche nella cerimonia di chiusura, ma soprattutto le immagini di "BAARÌA", attesissimo film in concorso di Giuseppe Tornatore.
Anche quest'anno, movieforum.it seguirà la Mostra attraverso i commenti dei nostri cronisti ormai non più "per caso" Paola Dell'Uomo e Paolo Flamini che, come di consueto, racconteranno anche il Festival meno ufficiale, ma inedito e più interessante.
Alfredo Venanzi
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Movie Map: Il Capo dei Capi |
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Ancora una volta, movieforum si fa portavoce di un’interessante iniziativa che avvicina Cinema ed Università, scegliendo il progetto Movie Map “Il Capo dei Capi” , promesso dalla Facoltà di Lingue dell’Università di Ragusa e curato dalla Prof.ssa Linda Cotugno.
Il progetto Movie Map “Il Capo dei Capi” si inserisce all’interno
Del cineturismo, un fenomeno in ascesa che promuove le location
utilizzate da film e fiction. Il connubio cinema e turismo costituisce
un grande potenziale di attrazione che, ancora largamente trascurato,
potrebbe costituire un’importante sfida futura per la Regione Sicilia,
ampiamente rappresentata dal cinema nazionale ed internazionale.
Terra cinematografica per eccellenza dal 1948 ad oggi, la provincia
di Ragusa è stata scelta per la bellezza dei suoi paesaggi ed il suo
barocco come luogo di ambientazione per una storia che ha interessato
la provincia di Palermo.
(Ri)scoprendo i luoghi del viaggio filmico, il cine-turista non può non
provare un sentimento di stima nei confronti di un territorio che, nell’
ospitare il set di un film di straordinaria denuncia verso la criminalità
organizzata, ha posto le basi per la costruzione di una coscienza
civile.
Prof.ssa Linda Cotugno
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Festival de Cannes 13 - 24 maggio 2009
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AVITA Onlus - www.avitaonlus.it - |
movieforum è lieta di supportare AVITA Onlus
AVITA ha la finalità di aiutare la popolazione dell'Africa occidentale presso l'Ospedale di Afagnan e Tanguietà, in Togo e in Benin, con interventi in urologia, pediatria, traumatologia, ortopedia pediatrica per la correzione delle deformità nei bambini, lotta all'osteomielite e malattie infettive.
AVITA, inoltre, fornisce attrezzature, medici e infermieri che prestano gratuitamente la loro opera e addestrano il personale del luogo o paga direttamente gli interventi alle persone bisognose.
Aiutateci a sostenere le attività di AVITA:
IBAN: IT27A06258503203CC1017505163
Presto on line il nuovo sito web: www.avitaonlus.it
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Il Cinema per l'emergenza terremoto in Abruzzo
Il cinema racconta la tragedia del terremoto in Abruzzo. Rispondendo all’invito di Repubblica, Paolo Sorrentino, Michele Placido, Francesca Comencini, Ferzan Ozpetek e Mimmo Calopresti hanno personalmente descritto con immagini e parole gli effetti e le conseguenze del sisma.
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Quinta edizione del Premio Cinema Giovane |
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Tra i candidati anche “PA-RA-DA” e “Il Pranzo di Ferragosto” nella rassegna organizzata dal Cinecircolo Romano, il cineclub più grande d’Italia.
Il 24 Marzo scorso, alla Casa del Cinema di Roma è stato presentato alla stampa il programma della V edizione del “Premio Cinema Giovane, e Festival delle Opere Prime”, organizzata dal Cinecircolo Romano.
La manifestazione, che vede in concorso tre fra le migliori opere prime presentate nella scorsa stagione, si terrà presso la sala dell’ Auditorium San Leone Magno, in Via Bolzano 38 a Roma, con ingresso gratuito per tutto il pubblico partecipante. Dal 30 Marzo al 4 Aprile, si contenderanno il premio Machan di Uberto Pisolini, PA-RA-DA’ di Marco Pontecorvo e Pranzo Di Ferragosto, film rivelazione dell'Ultima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, di Giovanni di Gregorio, presentati al pubblico insieme ad altri 7 film, fuori concorso, selezionati da una commissione di esperti sotto la Direzione Artistica del Presidente Pietro Murchio.
Il pubblico avrà la possibilità non solo di assistere alla proiezione dei lungometraggi alla presenza dei registi e degli attori, ma soprattutto di determinare il vincitore della rassegna esprimendo il proprio voto tramite una scheda che verrà distribuita all’ingresso in sala. La risposta delle scorse edizioni è stata entusiasta, raggiungendo la cifra di 10.000 presenze.
I film in concorso verranno presenattai anche agli studenti con delle proiezioni mattutine a loro dedicate che si terranno all’Auditorumo nei giorni 30 , 31 marzo e 1 aprile.
La premiazione avverrà nella serata di venerdì 4 aprile, alle ore 21.00.
Alla manifestazione che è patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, L’Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, La Provincia di Roma e il Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali, hanno aderito tra gli altri: Università de “La Sapienza” (Facoltà di Scienze della Comunicazione), SNCC-Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, Fratelli Maristi, UPTER Università Popolare di Roma, la Casa del Cinema.
Il programma è disponibile sul sito www.cinecircoloromano.it
Per ulteriori informazioni sul programma della manifestazione, chiarimenti ed altro:
Cinecircolo Romano – Via Nomentana 333/C – 00162 Roma
Tel: 068547151 - Fax: 068553108
E-mail:
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Sito Internet: www.cinecircoloromano.it
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Premio Guido Carletti - IX Edizione |
Premio Guido Carletti - IX Edizione

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CineMedioevo
Come avvenuto in altre occasioni, la redazione di moevieforum è lieta di promuovere una nuova iniziativa che avvicina gli studenti al cinema. La Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi G.D'Annunzio di Chieti propone, infatti, un'interessante rassegna cinematografica dedicata al Medioevo.
Dal 4 marzo all'8 aprile, tutti i mercoledì, c/o l'aula 3 del Polo Didattico prenderà vita la retrospettiva CineMedioevo, percorso cinematografico attraverso arte, letteratura e storia.
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25 anni del Cinema LUMIERE a Bologna |
Cinema LUMIERE
Bologna, via Pietralata, il 17 gennaio 1984 al civico 55 la prima proiezione del Cinema Lumière - sala cinematografica della Cineteca di Bologna. Dal 2003, raddoppiando gli schermi, una nuova collocazione in via Azzo Gardino 65. 25 anni di grande cinema… film d’essai… rarità… incontri e dibattiti… lezioni universitarie. Un compleanno importante per una delle sale cinematografiche tra le più attente alla qualità dei film proiettati, al di fuori di ogni logica commerciale.
Probabilmente sfuggirà ai più la motivazione del forte interessamento di chi scrive al compleanno di una sala cinematografica. Diverse le ragioni: la prima sinceramente affettiva. Il cinema Lumière mi porta indietro agli anni dell’università, al DAMS di Bologna, alle tante file fatte in via Pietralata per riuscire a trovare posto grazie alla vantaggiosissima convenzione per gli studenti di storia del cinema. Da qualche parte devo avere ancora una delle tesserine mensili che facilitavano l’ingresso...
Arrivavo a piedi passando sotto i portici se pioveva, solitamente in bicicletta, nonostante il freddo e la nebbia dell’inverno e l’afa dell’estate. Ricordi indelebili nella mente...
Trai tanti, l’incontro con Kieslowski in occasione della sua trilogia dei colori, una commossa Laura Betti e addirittura Werner Herzog. Ma anche la vecchia bici mai più ritrovata al termine della proiezione di Betty Blu, e quel signore gentile che dal finestrino della macchina mi chiedeva indicazioni sul parcheggio più vicino alla sala. Era Marcello Mastroianni.
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OSCAR 2009
Rese note ieri le nominations agli Oscar 2009.
13 le candidature per The Curious Case of Benjamin Button, 10 per Slumdog Millionaire, a quota 8 Milk.
Grande assente il cinema italiano.
Di seguito le principali categorie, in attesa dello speciale di Movieforum.it sulla manifatszione:
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Dimenticate le polemiche per l'ultima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma é partito con meno clamore (purtroppo) il Torino Film Fest.26, per il secondo anno consecutivo guidato dall'impeccabile direttore Nanni Moretti (quasi certa la riconferma per il prossimo anno).
TORINO 26
Concorso internazionale lungometraggi: sezione principale del Festival, dedicata alla ricerca e alla scoperta dei nuovi autori del cinema contemporaneo. 15 i titoli in cartellone, di cui 8 opere prime, che concorreranno al premio per il Miglior film (€ 25.000), al Premio speciale della Giuria (€ 10.000), e ai Premi per la migliore attrice e per il migliore attore.
FUORI CONCORSO
Sintesi degli spunti cinematografici più significativi dell’anno, con particolare riguardo per le produzioni indipendenti più recenti, spaziando tra le molteplici modalità di intendere il cinema, senza pregiudizi di sorta, con ben 22 pellicole, in anteprima italiana, europea o mondiale.
LO STATO DELLE COSE
15 i titoli in programma che concorrono al “Premio Maurizio Collino – Uno sguardo ai giovani” (€ 2.500). La sezione si rinnova di anno in anno e viene dedicata in ogni edizione a temi diversi.
LA ZONA
sezione inaugurata lo scorso anno, che denota lo spirito di ricerca caratterizzante del Festival, al di fuori dai canoni tradizionali e lontana dalle convenzioni. 34 opere di vario formato e metraggio, cui si aggiungono l’omaggio a Stephen Dwoskin (3 titoli), quello a Ken Jacobs (3 titoli) e la etrospettiva dedicata al regista giapponese Koji Oguri (5 titoli).
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“El viaje de Teo” visto con gli occhi della 3B |
III FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA - Alice nella città
La Sezione Alice nella Città è una delle sezioni di punta del Festival Internazionale del Film di Roma, sia per i film presentati, sia per lo spirito con cui è stata concepita. È una sezione pensata per i più giovani, un “luogo” dove le nuove generazioni possono avere l’opportunità di vedere opere importanti e poter ricevere un'educazione alla “visione”, ma soprattutto è un luogo per scoprire le eccezionali capacità che i piccoli spettatori hanno di capire ed assorbire il linguaggio cinematografico.
Alla proiezione del film “El viaje de Teo”, ho avuto l’opportunità di incontrare la classe III B della scuola media Istituto Leonardo da Vinci di Roma. Grazie alla collaborazione del Prof. Luigi Chiavarone ho avuto il privilegio di raccogliere le loro voci e le loro emozioni, che di seguito riporto sul nostro sito.
Paola Dell'Uomo
Mercoledì 29 ottobre noi classe 3B, accompagnati dal nostro insegnante di lettere, ci siamo recati alla Festa del Cinema di Roma ed abbiamo assistito alla proiezione di un film della sezione “Alice nella città”: Il viaggio di Teo (El viaje de Teo). Questi sono dei nostri pensieri “sparsi” sul film che abbiamo visto.
La nostra classe fa parte dell’I.C.S. “Leonardo da Vinci” di Via della Grande Muraglia - Roma.
Mercoledì 29 ottobre, con la classe, siamo andati al Festival del Cinema di Roma e lì abbiamo visto un film, El viaje de Teo. Questo film, anche triste, mi ha fatto riflettere su un problema: l’emigrazione.
Il protagonista era un bambino di nove anni che doveva lasciare il Messico, il suo paese di origine, per andare negli Stati Uniti. Nell’affrontare questo viaggio, vede morire il padre, ma, per fortuna, trova un amico che lo aiuta a fuggire dai controlli e dai banditi. Il film si conclude con delle sequenze in cui si vede Teo che, ripreso dallo zio dove prima di partire col padre viveva, e ritorna a vivere in Messico. Con tutte le difficoltà della fuga clandestina, il bambino riesce a conoscere la madre fino a quel momento sconosciuta.
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Verga e il Cinema

Dopo il successo del "pomeriggio di studio" dedicato a Cabiria di Gabriele D'Annunzio, segnaliamo in questo spazio una nuova ed interessante iniziativa della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Univeristà degli Studi di Chieti, ideata e curata dai docenti Antonella Di Nallo e Fabio Andreazza.
Due le giornate interamente dedicate alla Rassegna incentrata sul particolarissimo rapporto tra Letteratura nel Cinema, con particolari riferimenti alle opere di Verga , martedì 6 e mercoledì 7 maggio 2008.
C A L E N D A R I O dei film in proiezione:
martedi 6 maggio
ore 11:20 Rossomalpelo (2007) di Pasquale Scimeca
ore 16:00 Tigre reale (1916) di Giovanni Pastrone
con accompagnamento musicale dal vivo del Maestro Antonio Coppola
mercoledì 7 maggio
ore 11:00 La terra trema (1948) di Luchino Visconti
ore 16:20 Mastro don Gesualdo di Giacomo Vaccari - prima puntata dello sceneggiato tv
Di seguito il programma dettagliato dell'evento:
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Il Testo Teatrale nel Cinema |
Il Testo Teatrale nel Cinema: La Trasposizione Cinematografica di Amleto
Spesso il cinema si è ispirato a Shakespeare: lo testimonia il fatto che i numerosi protagonisti delle sue tragedie e commedie hanno fornito lo spunto per rivisitazioni cinematografiche, tra le quali Amleto è stato sicuramente il più frequentato.
Si è scelto, quindi, di mettere a confronto Hamlet (G.B. 1948, b/n, 153’) di Laurence Olivier, Gamlet (URS 1963, b/n, 150’) versione russa realizzata da Grigori Kozintsev, Hamlet (USA-Italia 1990, col., 134’) di Franco Zeffirelli ed il più recente Hamlet (G.B.- USA 1996, col., 242’) di Kenneth Branagh.
Editrice Rocco Carabba
Collana: Storia e documenti. Pagine 142 . Formato 14,5x20,5.
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
www.editricecarabba.it
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I Capolavori di Marco Bellocchio |
I capolavori di Marco Bellocchio in DVD
Data la personale passione per il cinema di Marco Bellocchio, mi piace segnalare in questo spazio l’uscita di un cofanetto speciale di cinque DVD: I capolavori di Marco Bellocchio.
L’opera in DVD è prodotta da Istituto Luce e distribuita da General Video, da sempre forti sostenitori del cinema italiano di qualità.
Quattro i film della raccolta (La Balia, La Condanna, Nel Nome del Padre e Il Principe di Homburg), ai quali si aggiungono due documentari Addio al passato e Stessa rabbia stessa primavera e degli interessanti contenuti extra curati da Bellocchio in prima persona.
Da segnalare le interviste al maestro Nicola Piovani, all’amico neuropsichiatria Massimo Fagioli, all’attrice Maya Sansa e allo stesso regista.
Il cofanetto viene presentato oggi a Roma, alla Casa del Cinema, in un evento speciale.
In programma alle 15.00 è prevista la visione del film La Condanna e a seguire la proiezione degli Extra, per concludere poi con l’incontro con Marco Bellocchio ed Enrico Magrelli, moderato da Marco Spagnoli
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Scuola & Cinema
Movieforum cerca giovani redattori e con la collaborazione della professoressa Linda Cotugno, docente di inglese dell'ITIS MARCONI di Dalmine - BG - è stato iniziato un interessantissimo percorso per favorire l’incontro tra scuola e cinema. Dato l’entusiasmo con cui è stata accolta l’iniziativa, ci auguriamo che questo possa essere solo l’inizio di una proficua interazione…
Alfredo Venanzi e tutta la redazione di movieforum
Una serata al cinema con colleghi ed alunni è un modo diverso di fare lezione. Stavolta sono i Pirati ad insegnare con le loro avventure quanto siano importanti la solidarietà e la generosità per perseguire un progetto comune. Poco importa se il progetto sia vincere una battaglia navale o superare un anno scolastico, ciò che conta e ciò che sta alla base è il valore dell’amicizia. Pronti a percorre un viaggio di formazione ci si sposta dall'aula IA dell’ITIS MARCONI di Dalmine (BG) alla sala 9 del cinema UCI di Curno (BG) e seduti su comode poltrone, con in mano non più penne, quaderni, libri o registri ma popcorn al cioccolato e vaniglia, pizzettine e coca cola….. ci si lascia rapire dai Pirati dei Carabi. Dopo rocambolesche avventure, battagle navali, tempeste marine, tradimenti ed effetti speciali la magia continua e gli alunni, diventando critici cinematografici, alla domanda: “Perché consiglieresti ad un amico di non perdere i Pirati dei Carabi? Rispondono così:
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SWATCH FIVB Beach Volley World Tour (Roseto degli Abruzzi 23-27 maggio 2007) |
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Movieforum supporta lo sport. E lo fa scegliendo una manifestazione mondiale tutta dedicata al beach volley, sport meno popolare nel nostro Paese, ma in grande espansione soprattutto tra il pubblico più giovane.
Roseto degli Abruzzi ospita dal 23 al 27 maggio l'unica tappa italiana del prestigioso torneo SWATCH FIVB Beach Volley World Tour.
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